Papa: Dio, pur deluso dai nostri sbagli, non viene meno alla sua parola e non si vendica

All’Angelus, papa Francesco sottolinea “la grande novità del Cristianesimo”: in una storia “segnata anche da tradimenti e da rifiuti”, Dio “continua a mettere in circolazione il «vino nuovo» della sua vigna, cioè la misericordia”.  “Essere dappertutto, specialmente nelle periferie della società, la vigna che il Signore ha piantato per il bene di tutti”.


Città del Vaticano (AsiaNews) -  Dio, “pur deluso dai nostri sbagli e dai nostri peccati, non viene meno alla sua parola, non si ferma e soprattutto non si vendica!”. Parlando oggi ai fedeli riuniti in piazza san Pietro per l’Angelus, papa Francesco ha sottolineato che è questa “la grande novità del Cristianesimo”, evidente nella parabola dei vignaioli omicidi, che costituisce il vangelo della messa di oggi (Matteo 21, 33-43, 27ma domenica per anno, A).

La parabola racconta di un padrone che affida la sua vigna ai vignaioli che a un certo punto “si rifiutano di consegnare il raccolto”, arrivando perfino a uccidere i servi del padrone, fino ad uccidere anche il figlio.

“Questo racconto illustra in maniera allegorica quei rimproveri che i Profeti avevano detto sulla storia di Israele. È una storia che ci appartiene: si parla dell’alleanza che Dio ha voluto stabilire con l’umanità ed alla quale ha chiamato anche noi a partecipare. Questa storia di alleanza però, come ogni storia di amore, conosce i suoi momenti positivi ma è segnata anche da tradimenti e da rifiuti”.

“Per far capire come Dio Padre risponde ai rifiuti opposti al suo amore e alla sua proposta di alleanza, il brano evangelico pone sulle labbra del padrone della vigna una domanda: «Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?» (v. 40). Questa domanda sottolinea che la delusione di Dio per il comportamento malvagio degli uomini non è l’ultima parola!”.

“Attraverso le ‘pietre di scarto’ – e Cristo è la prima pietra che i costruttori hanno scartato – attraverso situazioni di debolezza e di peccato, Dio continua a mettere in circolazione il «vino nuovo» della sua vigna, cioè la misericordia. C’è un solo impedimento di fronte alla volontà tenace e tenera di Dio: la nostra arroganza e la nostra presunzione, che diventa talvolta anche violenza!”.

“L’urgenza di rispondere con frutti di bene alla chiamata del Signore, che ci chiama a diventare sua vigna, ci aiuta a capire cosa c’è di nuovo e di originale nel cristianesimo. Esso non è tanto la somma di precetti e di norme morali, ma è prima di tutto una proposta di amore che Dio, attraverso Gesù, ha fatto e continua a fare all’umanità”.

“Invochiamo - ha concluso - l’intercessione di Maria Santissima, affinché ci aiuti ad essere dappertutto, specialmente nelle periferie della società, la vigna che il Signore ha piantato per il bene di tutti”.

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