Il card. Raï a Riyadh: dialogo islamo-cristiano e dimissioni di Hariri

Il patriarca maronita oggi nella capitale saudita, prima visita di un leader cristiano nel regno ultraconservatore. Egli incontrerà re Salman, il principe ereditario e il premier libanese dimissionario. Ieri Hariri ha detto di essere “libero” e pronto a rientrare “presto” in Libano. La maratona di Beirut si trasforma in protesta anti-saudita. 

 


Beirut (AsiaNews/Agenzie) - Questa mattina il patriarca maronita Bechara Raï andrà in visita ufficiale in Arabia Saudita, primo, storico viaggio di un leader cristiano nel regno ultraconservatore wahhabita. Il porporato sarà ricevuto da re Salman e dal principe ereditario Mohammed bin Salman (Mbs); egli cercherà inoltre di incontrare il (dimissionario) premier libanese Saad Hariri, dal 4 novembre scorso a Riyadh.  

Analisti ed esperti sottolineano l’importanza della missione diplomatica di un alto rappresentante della Chiesa cattolica, e del Libano, in un contesto di crisi a livello regionale. Dalla dimensione biblica a quella storica relativa alla presenza cristiana in terra d’Arabia, dal dialogo islamo-cristiano e interreligioso alla vicenda Hariri, sono molti i temi al centro del confronto. 

Secondo quanto riferisce il portavoce di Raï Walid Ghayad, al centro dell’attenzione del patriarca maronita vi sono il valore del dialogo interreligioso e il non-allineamento del Libano in Medio oriente come pre-condizione alla stabilità del Paese. Di questi temi il cardinale ne ha parlato nei giorni scorsi durante un faccia a faccia con il presidente libanese Michel Aoun, che guarderà con attenzione alla missione del porporato nel regno saudita. 

Ad accompagnare il patriarca Raï vi saranno due vescovi: mons. Boulos Matar, arcivescovo maronita di Beirut, e mons. Boulos Abdel Sater, oltre che dal portavoce della sede patriarcale e di un fotografo. Il porporato trascorrerà la notte nella residenza dell’ambasciatore libanese in Arabia Saudita, all’interno della quale riceverà il capo del governo, cercando di capire le ragioni del gesto e mettere fine alla crisi politica e mediatica che ha scatenato nel Paese dei cedri. 

Domani è prevista la partenza per Roma, dove incontrerà nei prossimi giorni papa Francesco. 

Nell’omelia della messa domenicale, celebrata ieri nella nuova chiesa di san Giuseppe a Deir Dourit (Chouf), ha chiesto a tutti i fedeli e cittadini libanesi di pregare per questo viaggio. “Dopo le dimissioni del presidente del Consiglio - ha affermato - viviamo un momento di crisi. Essa è contraddistinta da diversi punti interrogativi, e le circostanze ci chiedono, come ha detto il capo dello Stato, di fare prova di moderazione, pazienza e riflessione, prima di prendere una decisione”.

Ieri, nel corso della prima intervista rilasciata dall’inizio dell’esilio saudita, l’ex premier ha detto di essere “libero” e che tornerà “molto presto” in Libano. “Sono libero - ha aggiunto - se domani voglio farlo, posso”. “Tornerò molto presto il Libano - ha concluso - al massimo entro due o tre giorni”. 

La visita del patriarca maronita giunge in un momento particolare della storia recente dell’Arabia Saudita. Dalla repressione interna contro (possibili) oppositori lanciata dal principe ereditario e culminata nell’ondata di arresti della settimana scorsa, al confronto totale con l’Iran, Mbs ha impresso una escalation alla politica aggressiva che ne caratterizza il mandato. Di recente la lunga mano saudita ha raggiunto anche Beirut - considerato ostile per i (presunti) attacchi del movimento filo-sciita libanese Hezbollah - e ha provocato le dimissioni di Saad Hariri.

Per questo migliaia di cittadini libanesi hanno approfittato della tradizionale maratona annuale per le vie della capitale per protestare contro Riyadh e chiedere il ritorno in patria dell’ex Primo Ministro. In passato lo stesso Hariri era solito prendere parte alla manifestazione sportiva, fra le più celebri e apprezzate di tutto il Paese. Lungo il percorso i maratoneti hanno mostrato cartelli con scritto “Corriamo per te” e “TI aspettiamo”. Molte le immagini e i cartelloni di Hariri dislocati lungo le strade, mentre la tv di Stato ha rilanciato una intervista realizzata lo scorso anno durante la manifestazione. Una donna ha mostrato alle telecamere un cartello, rivolto all’Arabia Saudita: “Rivogliamo il nostro Primo Ministro”.

LIBANO_-_A._SAUDITA_-_rai_e_hariri.jpg