Jakarta, i vescovi ricordano l’importate ruolo della Chiesa nella storia d’Indonesia
di Mathias Hariyadi

Rinnovare il sostegno ai valori nazionali dell’unità e dell’armonia. L’impegno dei cattolici prima e dopo l’indipendenza. Il Vaticano è stato tra le prime nazioni straniere a riconoscere il nuovo Stato. La Chiesa cattolica indonesiana ha contribuito a stabilizzare il Paese. L’opera di mons. Albertus Soegijapranata del vicariato apostolico di Semarang


Jakarta (AsiaNews) – I vescovi indonesiani ricordano l’importanza del ruolo ricoperto dalla Chiesa cattolica nel processo di unità nazionale, in un periodo in cui si fanno sempre più forti le spinte dei movimenti islamisti.

Si è concluso ieri a Jakarta l’incontro annuale della Conferenza episcopale (Kwi), che si è svolto tra il 6 ed il 16 novembre scorsi con il tema “L’importanza ed il significato storico della Chiesa cattolica: la chiamata della Chiesa a purificare il mondo”. Durante la conferenza stampa di chiusura dell’evento, mons. Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Jakarta e presidente della Kwi, ha descritto ai giornalisti l’impegno dei cattolici nella lotta degli indonesiani per costituirsi nazione.

Il contributo della Chiesa alla nascita del Paese comincia ben prima dell’indipendenza dal regno dei Paesi Bassi, avvenuta nel 1945. Il 28 ottobre 1928, radunati a Central Jakarta per un congresso, i movimenti nazionalisti giovanili dettero vita al Sumpah Pemuda, il “Giuramento della gioventù indonesiana”. La dichiarazione, nella quale i giovani hanno proclamato l’ideale di “una patria, una nazione una lingua”, ricopre un ruolo di primo piano nei fondamenti politici e filosofici dello Stato. Mons. Suharyo ha ricordato che il primo giorno dello storico Congresso si è svolto nell’edificio della Katholieke Jongelingen Bond, l’Associazione dei giovani cattolici. “La struttura non esiste più, ma al suo posto si erge ora il complesso della cattedrale. Per esser più preciso, nella sua posizione originaria si trova oggi la sala delle funzioni”, dichiara l’arcivescovo di Jakarta.

In seguito all’indipendenza del Paese, l’impegno della Chiesa cattolica ha assunto anche una rilevanza internazionale. “Il Vaticano – spiega mons. Suharyo – è stato tra le prime nazioni straniere a riconoscere da un punto di vista politico e storico la nascita del nuovo Stato”. La Santa Sede ha istituito la sua rappresentanza a Jakarta già nel 1947 e la nunziatura si trova tuttora a pochi passi dal Palazzo di Stato e dalla cattedrale.

Negli anni successivi e durante il periodo di “disordini politici” che ha investito la nuova nazione e i suoi leader, il presidente Soekarno ed il suo vice Mohammad Hatta, la Chiesa cattolica indonesiana ha contribuito a stabilizzare il Paese. Significativa è stata l’opera di mons. Albertus Soegijapranata del vicariato apostolico di Semarang, che ha fondato alcuni movimenti e organizzazioni a sostegno della Pancasila, dottrina politica basata sul pluralismo.

La Conferenza episcopale si impegna per mantenere vivo il ricordo l’importante ruolo dei cattolici nella storia indonesiana e rivolge loro l’invito a rinnovare il proprio sostegno ai valori nazionali dell’unità e dell’armonia. “Questo assume oggi un’importanza sempre maggiore, dal momento che tali valori sono finiti nel mirino di diversi gruppi estremisti, che vorrebbero sostituirli con altri ideali”, spiega mons. Suharyo.

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