Il Bangladesh pellegrino alla messa con papa Francesco (video)
di Anna Chiara Filice

Stamattina la messa al Suhrawardi Udyan Park di Dhaka. Ordinati 16 sacerdoti. Presenti più di 70mila persone. Tra i partecipanti, anche alcuni lebbrosi di Khulna. Un gruppo dalla parrocchia di Mohespur ha trascorso 15 ore in viaggio. Le speranze delle giovani lavoratrici. L’impegno di un neo-consacrato.  Dalla nostra inviata.


Dhaka (AsiaNews) – È un Bangladesh pellegrino quello che stamattina ha incontrato il papa. Migliaia di cattolici sono arrivati da ogni angolo del Paese per partecipare alla grande messa al Suhrawardi Udyan Park di Dhaka, durante la quale il pontefice ha ordinato 16 sacerdoti. Alcuni partecipanti hanno impiegato fino a due giorni di viaggio per raggiungere la capitale. A tutti i presenti papa Francesco ha detto: “Grazie per la vostra fede”. 

P. Gregory Natale, assistente locale per la sala stampa della Santa Sede, riferisce ad AsiaNews: “Si sono registrati circa 110mila fedeli, ma oggi i partecipanti sono certo più di 70mila”.

Fin dalle prime luci dell’alba i cattolici si sono messi in fila ai cancelli di ingresso: in tutto cinque, divisi per colore, a cui corrisponde una specifica appartenenza territoriale. I controlli si sono svolti in maniera ordinata e rispettando le file, cosa molto rara per una città dove regna la confusione più assoluta.

A garantire la sicurezza dei pellegrini, circa 8mila poliziotti e 500 volontari cattolici. Tra di loro anche le unità di assistenza medica. Shanti Corraya, la responsabile, riporta che 50 medici e infermiere sono dislocati in 11 punti della città, per assistere coloro che vengono dai villaggi. Oggi alla messa ci sono 8 gruppi di primo soccorso, per un sostegno immediato in caso di piccoli infortuni e colpi di calore”. Alcune volontarie, tra i 17 e i 34 anni, sostengono: “Non siamo medici, ma abbiamo ricevuto una preparazione di base. Siamo sicure che basterà”.

Tra i partecipanti, anche un gruppo di lebbrosi venuti dal Centro per lebbrosi Damien Hospital Khulna, nel sud del Bangladesh. Sr. Roberta Pignone, delle Missionarie dell’Immacolata che li accompagna, afferma: “Abbiamo avuto il permesso di portare nove persone”. Una di loro dice di “provare una grande gioia nel cuore. Sono contenta di essere qui”.

Alla messa sono presenti anche 1500 giovani lavoratori, attuali ed ex ospiti dell’ostello “Gesù lavoratore” di Girani, periferia della capitale nota per le aziende tessili. Incontriamo quattro ragazze: Carolina, Kolpona, Angela e Rogina. “Non avremmo mai immaginato di poter incontrare il papa – sostengono – e ora speriamo che la visita del Santo Padre porti anche qualche cambiamento nel mondo del lavoro. Per esempio, migliori condizioni contrattuali per le donne”.

La maggior parte dei pellegrini è arrivata ieri, e ha trovato ospitalità nelle tante case religiose e scuole cattoliche. Incontriamo un gruppo di 23 persone alla scuola saveriana Green Herald School and College, nel quartiere di Mohammadpur. Raccontano che dalla loro parrocchia nella diocesi di Dinajpur sono 85 quelli che hanno potuto partecipare. “Tanti altri volevano venire – riporta un fedele – ma il viaggio era costoso e non tutti se lo potevano permettere”. Un sacerdote che li accompagna riferisce: “Il prezzo del biglietto, 1500 taka (15 euro), corrisponde a circa due settimane di lavoro nei campi, e tanti non sono riuscito a raccogliere i soldi necessari”. Tra quelli che ce l’hanno fatta, una signora di 40 anni. “Per me – dichiara – è una doppia gioia, perché vedrò papa Francesco e sono a Dhaka, una città che non avevo mai avuto l’occasione di visitare”.

Adajri proviene dallo stesso villaggio, ma ha studiato a Dhaka in uno dei migliori Medical College e ora lavora allo Square Hospital. Ribadisce la gioia di incontrare il papa e aggiunge: “Testimonio Cristo tra i nostri pazienti mostrando loro il suo volto compassionevole. Essi sanno che sono cattolica e mi dicono che sono brava”. La giovane di 23 anni è impiegata da 11 mesi. Per lei, la misericordia di Dio verso gli ammalati passa anche attraverso la rinuncia del salario. “Se so che sono molto poveri, diminuisco la parcella”, riferisce.

Al termine della messa incontriamo p. Robert Nokrek, uno dei sacerdoti appena consacrati. “Sono contento, avverto su di me e attorno a me l’amore di Dio. Egli mi manda a sostenere il mio popolo. Andrò in una parrocchia del distretto di Jamalpur, nella diocesi di Mymensingh. Il mio motto è: ‘La grazia di Dio è tutto per me. Senza la sua grazia non posso fare nulla. Lo ricevo tutti i giorni nell’eucaristia. Compirò il suo disegno nella mia vita”.

A conclusione della cerimonia, il card. Patrick D’Rozario, arcivescovo della capitale, ringraziando il pontefice afferma: “Santità, la sua visita porterà una moltitudine di benedizioni al Bangladesh”.

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