Lahore, scomparsa Asma Jahangir ‘campionessa di diritti umani e democrazia’
di Shafique Khokhar

La donna si è spenta all’età di 66 anni per un arresto cardiaco. Era una famosa attivista e avvocato della Corte suprema. Ha co-fondato la Commissione pakistana per i diritti umani e la Supreme Court Bar Association of Pakistan. “Perdiamo una leggenda. La società civile pakistana rimane orfana”.


Lahore (AsiaNews) – Asma Jahangir, nota attivista e avvocato pakistano, è scomparsa ieri a Lahore all’età di 66 anni. La notizia è stata diffusa dalla famiglia, che ha fatto sapere che la donna è morta a causa di un arresto cardiaco. Asma Jahangir è considerata la “campionessa dei diritti umani e della democrazia in Pakistan”. Numerosi personaggi della politica e dello spettacolo hanno affidato ai social media messaggi di cordoglio. Ad AsiaNews alcuni suoi ex colleghi esprimono profondo dolore per la perdita della “più famosa, infaticabile e coraggiosa campionessa delle libertà civili”.

L’attivista era nata a Lahore nel 1952. Ha lavorato presso la Corte suprema fin dall’età di 30 anni. Imprigionata nel 1983 per aver partecipato al Movimento per la restaurazione della democrazia contro l’allora governo militare del generale-presidente Zia ul-Haq, è stata cofondatrice della Commissione pakistana per i diritti umani e prima presidente della Supreme Court Bar Association of Pakistan [associazione di categoria che riunisce gli avvocati – ndr]. Per la sua incessante attività in favore delle libertà democratiche, ha ricevuto anche diversi premi: nel 2010 il Sitara-e-Imtiaz [terza onorificenza civile assegnata a coloro che si distinguono nella difesa della sicurezza e degli interessi nazionali, della pace mondiale, della cultura – ndr] e il Freedom Award, nel 2014 il Right Livelihood Award.

Ishtiaq Ahmed, professore emerito della Stockholm University e docente esterno al Government College University Lahore, afferma: “Sono scioccato e addolorato per la morte della più famosa, infaticabile e coraggiosa campionessa dei diritti umani in Pakistan. Ho avuto l’occasione di conoscerla durante una conferenza con Javed Iqbal [giudice pakistano ora deceduto, ndr]. Grazie alla sua dedizione e all’estremo coraggio, era conosciuta da molti di noi che difendiamo i diritti umani e la dignità della persona. Non si contano le volte in cui ha parlato contro coloro che opprimevano tali diritti”. Il docente aggiunge che Asma Jahangir “era una democratica che è stata sempre dalla parte delle libertà civili e della libertà individuale. Persone come lei sono il vero bene della nazione. Oggi il Pakistan ha perso una delle sue figlie migliori. Sarà sempre ricordata come una schietta critica della dittatura e dell’abuso di potere”.

Cecil Shane Chaudhry, direttore della Commissione nazionale Giustizia e pace (Ncjp), aggiunge: “Non ci sono abbastanza parole per esprime chi fosse. Non è una perdita solo per noi, ma per l’intera nazione e la [comunità] internazionale. Perdiamo una leggenda. La società civile pakistana rimane orfana”.

Farooq Tariq, portavoce dell’Awami Workers Party e segretario generale del Pakistan Kissan Rabita Committee, ha lavorato insieme all’attivista defunta fin dal 1990. “Per me è la notizia più incredibile della mia vita – sostiene – abbiamo sempre lavorato insieme come amici, lottato contro le tendenze dittatoriali e per una genuina democrazia. Lei era sempre dalla parte dei lavoratori, aveva idee brillanti sulla promozione dell’attivismo. Era il mio avvocato difensore quando venivo arrestato per le lotte politiche in favore dei lavoratori”.

P. Bonnie Mendes, ex segretario esecutivo della Ncjp, riferisce che Asma Jahangir “è stata la prima donna avvocato di professione. Non è da poco, dato il contesto del Paese in cui poche donne lavorano nel campo giuridico e sono tutt’oggi una minoranza. Difendeva gli innocenti con passione. Mi ricordo il caso di Salamat Masih, condannato a morte dal tribunale di Lahore nel febbraio 1995. Lei era indignata per il fatto che all’arrestato non veniva concesso di indossare vestiti caldi, né durante il processo, né in cella. Lei si battè affinchè gli venissero dati vestiti adeguati [alla stagione invernale]. Alla fine il tribunale lo ha dichiarato non colpevole. Mi ricordo con che passione difendeva il ragazzo innocente affinchè egli venisse rilasciato”. “Asma Jahangir – conclude il sacerdote – ha creato una nicchia per se stessa nel Paese. In ogni questione sui diritti umani lei era in prima fila a difendere le vittime. Mancherà non solo al Pakistan ma in tutto il mondo, perché partecipava a vari forum e parlava con chiarezza dei diritti”.