Madyha Pradesh, bimba di sei mesi violentata e uccisa
di Nirmala Carvalho

Mons. Cornelio: “L’intera società sta vivendo un trauma”. La bambina dormiva in strada con i genitori. Rapita da un giovane che conosceva la famiglia, il corpo è stato ritrovato con segni di violenza nel pomeriggio. La Chiesa cerca di formare i giovani al rispetto delle donne e delle ragazze. Leader spirituali si riuniscono per condannare “questo crimine contro l’umanità”.


Bhopal (AsiaNews) – “L’intera società sta vivendo un trauma”. Sono le parole di cordoglio di mons. Leo Cornelio, svd, arcivescovo di Bhopal, per il presunto rapimento, stupro e assassinio di una bambina di sei mesi, ieri, nel Madhya Pradesh. La notizia giunge in un contesto di sconvolgimento nel Paese per la morte della piccola Asifa Bano, di otto anni.

Diffusa a Indore dall’agenzia stampa Pti, la notizia si riferisce al ritrovamento di un piccolo corpo ricoperto di sangue in uno scantinato di un edificio commerciale vicino al palazzo storico Rajwada, nella città di Indore. “L’accusato, Sunil Bheel, l’aveva rapita in mattinata, mentre dormiva con i suoi genitori fuori dal forte Rajwada. Il sospettato dormiva vicino alla famiglia”, riporta ai media Hc Mishra, vice ispettore generale della polizia di Indore. Bheel era conosciuto dalla famiglia, ed è stato ripreso da telecamere a circuito chiuso mentre portava via la bambina, alle 4:45 del mattino. Il corpo è stato scoperto nel pomeriggio con una ferita alla testa che indica che la piccola è stata scagliata a terra, e secondo i medici legali che hanno condotto l’autopsia, sarebbe stata violentata prima di essere uccisa.

Mons. Cornelio racconta ad AsiaNews che la Chiesa cattolica cerca di “sensibilizzare al rispetto delle ragazze e donne anche nelle nostre scuole delle aree rurali e semi-urbane. Anche nei nostri ostelli, stiamo istruendo i bambini e giovani a rispettare le ragazze… in ogni piattaforma, in piccole comunità stiamo insegnando ed educando le persone su come portare rispetto alle ragazze e alle donne”.

In più, continua il prelato, l’educazione e l’informazione continua anche in collaborazione con altri leader spirituali – musulmani, indù, sikh e jain – con cui si sono riuniti “in molte occasioni” per “condannare questo crimine contro l’umanità”.