Volontari di Caritas India, ‘collaboratori di Dio’ per il bene degli ultimi
di Frederick D'Souza*

Il dono di sé per il bene degli altri è presente in tutte le tradizioni religiose e culture. Essere a immagine di Dio significa essere chiamati a “promuovere giustizia, pace e integrità del creato”. L’impegno della Caritas e il ruolo fondamentale dei volontari nel campo della cura del cancro, dei disastri ambientali, della nutrizione.


New Delhi (AsiaNews) – Il volontariato, in termini generali, è il tempo che i singoli individui dedicano a una causa in base alla loro passione per essa, senza essere pagati per le attività realizzate attraverso l’organizzazione, o in modo diretto, per gli altri, fuori del proprio nucleo familiare (Ilo). Libera scelta e svolgere opere per propria libera volontà e arbitrio è il più grande valore dietro la motivazione per il volontariato. Il processo non porta solo alla trasformazione esterna, ma cambia e sensibilizza anche il volontario verso più grandi realtà. Molti degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) [programma di azione dell’Onu per lo sviluppo da compiersi entro il 2030, ndr] richiedono cambiamenti di comportamento e atteggiamento a lungo termine, e l’Onu riconosce il ruolo indispensabile dei volontari per realizzare i SDGs.

Il volontariato ha radici profonde e richiami in tutte le tradizioni religiose e culture. “Loka samastha sukhino bhavantu” è un mantra della ricca tradizione indiana, che significa: “Possano tutte le creature ovunque essere felici e libere; e possano i pensieri, le parole e azioni della mia stessa vita contribuire in un qualche modo alla felicità e alla libertà di tutti”. La prospettiva cristiana del volontariato o di donare sé stessi al servizio disinteressato nasce da Diaconia, una sottile espressione della vita della Chiesa nella società. Tutti gli esseri umani sono creati a immagine di Dio con la vocazione di essere collaboratori di Dio nel promuovere giustizia, pace e integrità del creato. Per la stessa natura di questa chiamata, tutti abbiamo il dovere di donarci incondizionatamente al servizio per il bene degli altri e questa è la vocazione cristiana a essere volontari nel servizio.

Le iniziative di volontariato di Caritas India

Caritas India riconosce il potenziale del volontariato come strumento potente e pratico per raggiungere i più emarginati. Al suo cuore, il volontariato è una forte espressione di un approccio centrato sulle persone per l’emancipazione e la trasformazione sociale. Caritas India accoglie come volontari tutti quelli che si identifichino con le cause e le campagne per lo sviluppo delle persone e l’emancipazione. Il coinvolgimento di un grande numero di volontari ha considerevolmente incoraggiato l’efficacia degli interventi di Caritas India e accresciuto la responsabilizzazione locale. Una buona base di volontari assicura che le capacità create rimangono all’interno delle comunità a lungo dopo la fine del progetto, producendo dunque programmi d’impatto a lungo termine. Alcune delle iniziative chiave che coinvolgono i volontari includono:

La campagna Ashakiranam per la cura del cancro, lanciata l’8 marzo 2014, concepita congiuntamente da Caritas India, è l’intervento più significativo dello Stato del Kerala in corso d’opera con ospedali locali e 32 diocesi. I volontari mobilitati come parte della campagna sono ambasciatori nel divulgare il messaggio delle misure preventive e curative. Con più di 16mila volontari già registrati nella campagna, essi giocano un ruolo fondamentale nel mobilitare la comunità, creare consapevolezza, condurre alla creazione di amicizie fra i casi scoperti e i familiari, le cure palliative e del dolore, campi di facilitazione e cura, trovare risorse e promuovere la coltivazione familiare. Il sostegno e la cooperazione da parte dei leader della Chiesa, delle istituzioni sanitarie e altre persone di buone volontà in questa campagna, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi desiderati. Ciascuna Società di servizio sociale diocesana (Dsss) hanno formato un team di risorse volontarie (Vrt) dai 15 ai 20 membri ciascuno, che includono capi volontari influenti nel mobilitare le comunità e quanti sono in grado di condurre corsi di sensibilizzazione per il cancro.

Poshan Mitr – Angeli della buona salute e nutrizione del programma Sabal (Azione sostenibile per la capacità e sicurezza alimentare): Le comunità Korku in Maharashtra e Madhya Pradesh sono afflitte da gravi forme di malnutrizione in modo continuo da decenni. Caritas India implementa il programma Sabal per il cibo e la sicurezza alimentare dei Korku con il coinvolgimento attivo di un numeroso gruppo di “Poshan Mitr” o “amici della nutrizione”. Questi amici della nutrizione hanno perlustrato 118 villaggi situati in aree collinari, informando le comunità sul cibo e la sicurezza alimentare. Il team “Poshan Mitr” è molto diversificato e consiste in ragazze e ragazzi adolescenti, agricoltori, madri e anche guaritori tradizionali che hanno abbandonato i metodi superstiziosi per curare la malnutrizione. I ben 470 volontari sono diventati una forza considerevole nelle aree Korku e si sono trasformati in soldati a piedi scalzi per la nutrizione e la sicurezza alimentare. I Poshan Mitr ora dialogano con le famiglie e le comunità in materia di sanità, igiene, cura della madre e del figlio, agricoltura sostenibile, identificazione tempestiva e cura della malnutrizione infantile, e si confrontano con i sistemi governativi locali. Con le iniziative di questi Poshan Mitr, che sono stati formati da Caritas India, le comunità hanno avviato 2.500 orti familiari, piantato 3mila alberi, compresi quelli da frutto, costruito 800 strutture per la raccolta dell’acqua e, ancora più importante, hanno giocato un importante ruolo nel ridurre la gravità dell’insicurezza alimentare e nutritiva nelle aree dei Korku.

Pani Mitr – Attivisti per la sicurezza idrica: Caritas India ha lanciato la Missione per la capacità idrica e agricola (Warm) nella zona tendente alla siccità della regione Bundelkhand del Madhya Pradesh e Vidarbha e nelle regioni Marathwara del Maharashtra per aiutare le comunità in difficoltà di queste zone a raggiungere la sicurezza idrica. La missione, sin dall’inizio, è stata un’iniziativa guidata da persone il cui impegno era identificare e applicare soluzione locali per raggiungere la sicurezza idrica in 30 villaggi. “Pani Mitr” o “amici dell’acqua” lavorano in questi villaggi per accrescere la consapevolezza fra queste comunità sul bisogno di conservare l’acqua e rafforzare l’agricoltura rendendola più redditizia. In ciascuno villaggio, i volontari si riuniscono per formare un “Jal Sen” o un esercito dell’acqua che aiuta a convertire quest’iniziativa di creazione di resilienza in un movimento guidato dal popolo. Condotti da squadre locali di Pani Mitr, le comunità hanno sviluppato 1.800 strutture di conservazione idrica, portato 300 acri sotto agricoltura sostenibile, dato il via a 1.600 orti familiari e rimesso in opera 120 strutture idriche.

Con il programma Roshni per l’istruzione delle comunità fra le più escluse nella società del Bihar, il “Roshini ki Toli”, ragazze adolescenti in gruppo giocano un ruolo cruciale come volontarie per avvicinare bambini e genitori Dalit alle scuole. Le ragazze si impegnano a: fornire regolarmente sostegno ai bambini che frequentano il Centro istruttivo complementare (Cecs) e assicurare la loro frequenza a scuola; diffondere consapevolezza sull’importanza dell’istruzione; accompagnare i nuovo studenti e genitori alle destinazione nei Cecs e scuole; guidare i genitori e motivare i bambini allo studio; sensibilizzare sulla salute e l’igiene; incoraggiare le comunità a partecipare al Gram Sabha (consiglio locale); articolare le loro preoccupazioni e realizzare i loro diritti e crediti; ect.

Nel programma Saksham per la mitigazione sostenibile della siccità e del cambiamento climatico, e l’allargamento delle possibilità di partecipazione delle popolazioni emarginate, in Uttar Pradesh, Rajasthan e Bihar, i gruppi di giovani giocano un ruolo cruciale nel mobilitare e facilitare la partecipazione al Gram Sabha dei membri delle comunità socialmente escluse. Essi aiutano gli animatori ad identificare le problematiche nella comunità, e li assistono a realizzare benefici di previdenza sociale.

Allo stesso modo, nel programma Partner per la Resilienza, le task force svolgono un compito fondamentale nelle iniziative di riduzione dei rischi di disastri, rendendo le comunità più consapevoli dei rischi di disastro, approntando misure preventive nel monitoraggio del livello del mare nel periodo dei monsoni. Nel Tamil Nadu, con il programma Udhayam, i volontari hanno sviluppato un piano di emergenza e un micro piano per la prevenzione delle calamità e lo sviluppo integrato del loro panchayat (consiglio del villaggio). Sono state formate delle squadre che stanno preparando le comunità alla prevenzione dei disastri.

* P. Frederick D’Souza, ha completato in questi giorni il suo periodo come Direttore esecutivo di Caritas India.

 

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