Il terremoto ha distrutto 1 milione di posti di lavoro

Secondo stime dell'Ilo la devastante scossa dell'8 ottobre condanna ora 2 milioni di pakistani alla "povertà assoluta". Approfittando della tragedia fuggiti dal carcere nazionale 60 detenuti "pericolosi" in attesa di esecuzione. 


Lahore (AsiaNews/Agenzie) – Il devastante terremoto di sabato 8 ottobre ha distrutto in Pakistan oltre 1 milione di posti di lavoro. Lo denuncia l'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo). Secondo gli esperti il disastro ha aumentato la già schiacciante povertà che caratterizza il Kashmir pakistano e la Provincia di Nord Ovest.

Prima della scossa nella zona ogni lavoratore dava sostegno ad altre 2 persone: ora oltre 2 milioni di persone risentono dell'impatto economico del sisma. Secondo una prima analisi dei danni, continua l'Ilo, sono crollati molti negozi ed infrastrutture economiche delle regioni colpite. Perse o danneggiate anche le strutture di allevamento di bestiame e quelle agricole, la base dell'economia della zona.

L'area interessata era abitata da persone in bilico sulla soglia internazionale di povertà (2 dollari americani al giorno). "Avendo perso il lavoro – dice Juan Somavia, capo dell'Organizzazione – anche se solo per un breve periodo di tempo, moltissimi abitanti della zona cadono ora nel gruppo di coloro che al mondo vivono nella povertà assoluta".

La scossa ha procurato un altro danno alla società pakistana: con il crollo della prigione nazionale di Muzaffarabad almeno 60 fra i peggiori criminali del Paese – detenuti in attesa di esecuzione – sono scappati. Secondo alcuni rappresentanti ufficiali dell'autorità giudiziaria, infatti, 1 solo dei 4 blocchi carcerari è rimasto in piedi.

Il crollo degli altri 3 ha interessato circa 120 detenuti definiti "pericolosi" che vivevano all'interno: di questi 15 sono morti a causa dei crolli e 40 risultano feriti, ma degli altri non si hanno notizie.

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