Ranchi, bambini venduti da suore di Madre Teresa. Sr Prema: ‘Siamo scioccati’
di Nirmala Carvalho

La superiora delle Missionarie della Carità afferma che la vendita di minori “va contro le nostri convinzioni morali”. Arrestata una dipendente e due suore dell’ospedale che accoglie madri single. Un neonato venduto ad una coppia dell’Uttar Pradesh per circa 1.490 euro.


Mumbai (AsiaNews) – La polizia di Ranchi (nel Jharkhand) ha arrestato una dipendente di un ospedale gestito dalle Missionarie della Carità, l’ordine fondato da Madre Teresa, e posto sotto custodia due suore con l’accusa di aver venduto dei bambini. Lo riporta il quotidiano The Indian Express, secondo cui le tre donne avrebbero sottratto i neonati a madri single per poi rivenderli ad altre coppie. In una nota inviata alla casa generalizia [di Calcutta, ndr] sr. Mary Prema, superiora della congregazione, afferma: “Siamo completamente scioccati da quanto è avvenuto in una delle nostre case. Tutto questo non sarebbe mai dovuto accadere”.

L’arresto è avvenuto ieri. Shyamanand Madal, capo della stazione di polizia di Kotwali, riferisce che a carico di Anima Indwar (la dipendente) e delle due suore è stato aperto un procedimento in base alla sezione 370 del Codice penale indiano [che punisce coloro che trafficano esseri umani, ndr]. Poi aggiunge che “sono state raccolte prove evidenti contro una delle suore, che potrebbe essere arrestata presto”.

Il caso è venuto alla luce la scorsa settimana durante un’ispezione da parte del Child Welfare Committee (Cwc) di Ranchi. Pratima Tiwari, una delle assistenti sociali, ha riferito al giornale indiano che l’istituto gestito dalle Missionarie della Carità è sottoposto a regolari controlli. La funzionaria spiega che la struttura si trova in Jail Road e “accoglie madri single che non hanno altri posti per partorire. In uno dei controlli effettuati la scorsa settimana abbiamo scoperto che un neonato era sparito”. Insospettiti, gli assistenti sociali hanno interrogato le suore: alla fine una di loro ha raccontato che il piccolo era stato portato via dalla madre dopo essere stata dimessa dalla struttura. “Abbiamo contattato la donna – continua Tiwari – che invece ci ha detto che il bambino non era con lei. A quel punto le suore, frastornate dalle domande, hanno chiamato una famiglia dell’Uttar Pradesh cui avevano venduto il neonato per la somma di 120mila rupie [1.490 euro, ndr]”. Il 3 luglio la coppia ha raggiunto gli uffici della Commissione e spiegato che il denaro era stato versato alle suore come “tassa ospedaliera”.

L’attivista Baidnath Kumar riferisce al The Indian Express che le suore di Madre Teresa hanno interrotto le adozioni in tutta l’India nel 2015 [per evitare che i bambini venissero dati in affido a genitori single o divorziati, ndr]. “Ma nel 2016 sono venuto a sapere – afferma – che alcune persone hanno visitato l’orfanotrofio di Ranchi dove hanno trovato diverse madri che chiedevano notizie dei propri bambini nati nella struttura, mai più rivisti dopo il parto”.

Nella sua nota, sr Prema riferisce di essere addolorata e prosegue: “Questo va contro le nostre convinzioni morali. Stiamo verificando con attenzione l’episodio. Adotteremo tutte le necessarie precauzioni affinchè non accada mai più”.

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