Commissione statale vuole abolire la confessione. Card. Gracias: ‘Viola la nostra libertà religiosa’
di Nirmala Carvalho

L’agenzia statale chiede il bando per “evitare i ricatti dei sacerdoti”, che costringerebbero le donne a “rivelare i loro segreti”. Due casi di presunte molestie in Kerala e Punjab nell’ultimo mese. Presidente dei vescovi: “Ci sono molte altre questioni su cui la Commissione dovrebbe porre attenzione”.


Mumbai (AsiaNews) – La Commissione nazionale per le donne raccomanda al governo indiano l’abolizione del sacramento della confessione in tutto il Paese. In questo modo, sostengono i funzionari di Delhi, si eviterebbero i casi di molestie e ricatti del clero cattolico nei confronti delle donne. Ieri, con un messaggio diffuso a tutti i media, il card. Oswald Gracias, presidente della Conferenza episcopale indiana (Cbci), ha risposto con fermezza: “Sono rimasto scioccato quando ho letto la notizia. Questa richiesta tradisce una totale mancanza di comprensione da parte della Commissione sulla natura, significato, sacralità e importanza di questo sacramento per il nostro popolo; allo stesso tempo ignora le rigide leggi della Chiesa in tema di prevenzione degli abusi”.

La Commissione è un’agenzia del governo centrale incaricata di formulare politiche e piani d’azione in favore delle donne in India. Il 26 luglio ha diffuso un comunicato in cui chiede il bando delle confessioni perché “tale pratica protrebbe portare al ricatto delle donne”. L’organismo, presieduto da Rekha Sharma, sostiene che i sacerdoti farebbero “pressioni sulle donne affinchè esse rivelino i loro segreti”.

La richiesta è motivata da alcuni recenti episodi di molestie emersi nelle Chiese del Punjab e del Kerala: il primo coinvolge mons. Franco Mulakkal, vescovo di Jalandhar (Punjab), accusato di aver violentato una suora in Kerala tra il 2014 e il 2016; il secondo caso riguarda quattro sacerdoti della Chiesa siro-malankarese in Kerala che avrebbero molestato e ricattato una loro parrocchiana.

Sul primo caso vi sono sospetti che la suora abbia agito per vendetta personale. Sul secondo caso l’inchiesta è in corso e due sacerdoti sono liberi su cauzione.

Secondo il card. Gracias, “un bando simile sarebbe una diretta violazione della nostra libertà religiosa garantita dalla Costituzione indiana. Milioni di persone in tutto il mondo nel corso dei secoli hanno dato testimonianza dei benefici spirituali di questo sacramento e della grazia, perdono e pace che essi sperimentano come risultato ricevuto da questo sacramento”. “Sono fiducioso – ha aggiunge – del fatto che il governo ignorerà del tutto questa assurda richiesta della Commissione”.

Il porporato ritiene che ci siano “molte altre questioni riguardanti la sfera femminile cui la Commissione dovrebbe porre attenzione, invece che cimentarsi di questioni religiose di cui non ha la minima conoscenza: l’emancipazione delle donne, la formazione delle loro capacità, la prevenzione della violenza domestica, organizzare un sistema di recupero e così via”. Al tempo stesso, conclude, “la Chiesa desidera promuovere ancora di più lo sviluppo delle donne nella società ed è pronta a collaborare con la Commissione nazionale femminile su questo, così come fa con altre agenzie”.

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