Yemen, la bomba che ha ucciso i 40 bambini nel bus era ‘made in Usa’

La coalizione saudita avrebbe usato bombe laser vendute dalla Lockeed Martin, per uccidere i passeggeri di un autobus, fra cui molti scolari sotto i 15 anni. Riyadh è fra i primi compratori di armi al mondo.


Washington (AsiaNews) – La bomba che ha ucciso 40 bambini e altre 11 persone in un bus la scorsa settimana, nella provincia di Saada (nord Yemen, sotto gli Houthi), è stata venduta dagli Stati Uniti, secondo una accordo fra il Dipartimento di Stato Usa e l’Arabia saudita. È quanto affermato ieri dalla Cnn, citando esperti di munizioni.

Il 9 agosto scorso, bombe della coalizione saudita hanno centrato a Dahyan un autobus che trasportava bambini al ritorno di una gita. Almeno 29 vittime erano al di sotto dei 15 anni.

Secondo l’emittente televisiva, il numero di schegge visibile nelle immagini subito dopo l’attacco, mostra con chiarezza che l’ordigno era una bomba laser Mk 82, venduta dalla Lockeed Martin, fornitore del ministero Usa della Difesa.

Da diversi anni, l’Arabia saudita è fra i primi compratori di armi. Nel 2014 essa ha speso oltre 80 miliardi di dollari. Fra i suoi fornitori vi sono Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania. Nel 2015 gli Usa le hanno venduto armi per oltre un miliardo di dollari; nel 2016 1,5 miliardi; nel 2018 un altro miliardo.

La guerra in Yemen viene definita dall’Onu “la peggiore crisi umanitaria al mondo”, con circa 10mila morti, di cui il 60% circa civili, e 45mila feriti. Su un totale di 28 milioni di abitanti, il conflitto ha inoltre lasciato fino a 20 milioni di persone bisognose di assistenza e di aiuti umanitari per poter sopravvivere.

Papa Francesco e il vicario apostolico d’Arabia meridionale, mons. Paul Hinder, hanno diverse volte lanciato appelli alla pace e al dialogo per mettere fine alle sofferenze della popolazione.

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