Mannar, 90 corpi ritrovati in una fossa comune della guerra civile
di Melani Manel Perera

Tra i resti, anche le ossa di sei bambini. Durante il conflitto la zona era occupata dai militari dell’esercito. Gli scavi non sono conclusi e molti altri corpi potrebbero essere riportati alla luce.


Colombo (AsiaNews) – Almeno 90 corpi sono stati rinvenuti in una fossa comune nell’area di Mannar, nel nord-ovest dello Sri Lanka. La zona, abitata in maggioranza da tamil, durante la guerra civile era occupata dai militari dell’esercito ed è stata uno dei teatri più sanguinosi delle battaglie tra ribelli delle Tigri Tamil ed esercito regolare.

Si tratta della seconda fossa comune rinvenuta nell’isola. La prima, nell’area del tempio indù di Thiruketheeswaram, era stata riportata alla luce nel 2014. Gruppi di attivisti sostengono che, dopo la fine del conflitto che ha insanguinato il Paese per circa 30 anni e si è concluso nel 2009, mancano all’appello almeno 20mila persone. Molte di esse sono scomparse nel nulla nelle ultime fasi della guerra, che ha provocato circa 100mila morti.

Raj Somadeva, archeologo forense dell’università di Kelaniya (vicino Colombo) che ha condotto gli scavi a Mannar, riporta che i resti delle vittime erano accatastati alla rinfusa e senza abiti o altri oggetti personali che ne possano facilitare l’identificazione. Tra di essi, anche le ossa di sei bambini. “L’intera area si può dividere in due parti – ha affermato –. In un segmento abbiamo un vero e proprio cimitero. In una seconda zona c’è una raccolta di scheletri umani ammassati in modo casuale”. L’archeologo riporta che gli scavi non sono ancora ultimati, e per questo il numero dei corpi potrebbe essere ancora più elevato.

Ad AsiaNews p. Victor Sosai, vicario generale della diocesi di Mannar, dichiara: “Ho visitato il sito della fossa comune insieme al vescovo, mons. Emmanuel Fernando, durante le fasi iniziali degli scavi, e lì ho capito che erano stati rinvenuti i resti di adulti e bambini. Dobbiamo ancora avere informazioni precise su chi siano queste persone, come siano morte e chi siano i responsabili”. “Aspetteremo con pazienza”, conclude.

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