Generale Usa: Un fronte comune fra i Paesi del Golfo contro l’Iran

Per il capo delle Forze armate Usa nella regione è necessario fermare Teheran e i suoi tentativi di “destabilizzare” la regione. La Repubblica islamica nemico numero uno assieme ai gruppi estremisti. Fra i Paesi del Golfo restano le divisioni fra Riyadh e Doha. I sauditi vogliono trasformare il Qatar in un’isola. 

 


Kuwait City (AsiaNews/Agenzie) - Le nazioni del Golfo arabo devono mettere da parte differenze e divisioni - su tutte le scontro in atto da oltre un anno fra Riyadh e Doha - per costituire un fronte comune contro l’Iran e i suoi tentativi di “destabilizzare” la regione. Ad affermarlo è il generale Usa Joseph Votel, campo del comando centrale in Medio oriente, secondo cui nell’area si concentrano le due principali “minacce” per la sicurezza di Washington: gruppi estremisti e Repubblica islamica. 

Il leader militare è intervenuto a una conferenza tenuta ieri in Kuwait, cui hanno partecipato anche Arabia Saudita e Qatar, nazioni da tempo coinvolte in uno scontro durissimo a livello diplomatico e commerciale. Fra i motivi di frizione vi sarebbero anche i rapporti che Doha intrattiene con l’Iran, la principale potenza sciita della regione e nemico numero uno dei sunniti sauditi.

Secondo il generale Usa è “imperativo” potenziare e integrare “le nostre capacità” per garantire una migliore protezione degli “interessi in chiave di sicurezza”, i quali “superano” ogni altro aspetto. Un invito, nemmeno troppo velato, a mettere da parte differenze e divisioni per costituire un fronte comune. Fra i principali sostenitori della proposta vi è il Kuwait, che da tempo opera in accordo con Washington per “rilanciare l’alleanza a livello regionale” in chiave anti-iraniana. 

Intanto fonti ufficiali saudite confermano l’avanzamento del progetto avviato da Riyadh e che intende trasformare il Qatar - una penisola unita all’Arabia Saudita da un lembo di terra che funge da confine, da tempo chiuso - in un’isola. “Attendo con impazienza i dettagli del piano di sviluppo del progetto legato all’isola di Salwa” ha affermato nei giorni scorsi Saud Al-Qahtani, consigliere fra i più apprezzati del principe ereditario Mohammed bin Salman (Mbs). Egli ha aggiunto che il piano “grandioso” finirà per “stravolgere la geografia della regione”. 

Voci che confermano dunque l’obiettivo di Riyadh di scavare un canale lungo il confine (61 km in totale) con il Qatar, inserito nel “Progetto Salwa”. Al-Qahtani, fra i grandi sostenitori del progetto, non ha però voluto fornire maggiori indicazioni sulla data di inizio e i tempi complessivi di lavoro. Alcune fonti non confermate parlano di una fossa - che diverrà anche un sito turistico, una base militare e un sito per lo smaltimento di scorie radioattive - larga 200 metri e profonda 20, per un costo complessivo di 745 milioni di dollari. E forse isolerà ancora di più il Qatar dal resto della penisola araba.

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