Karachi, attacco al consolato cinese. La condanna della Chiesa

Stamattina tre attentatori hanno provato a fare irruzione nella missione diplomatica, situata nel quartiere di Clifton. Non ci sono vittime tra i dipendenti. Il ministro  pakistano degli Esteri loda la tempestiva risposta degli agenti. La città è il cuore commerciale del Pakistan e rotta strategica per le merci di Pechino.


Karachi (AsiaNews) – Questa mattina intorno alle 9.30 (ora locale) tre attentatori hanno tentato di fare irruzione nel consolato cinese a Karachi, nel sud del Pakistan, ma sono stati fermati e uccisi dalla polizia locale. Nello scontro a fuoco con i terroristi sono morti anche due poliziotti. Il premier pakistano Imran Khan ha condannato l’attacco, mentre il ministro degli Esteri Shah Mahmood Qureshi ha elogiato la tempestiva risposta degli agenti che hanno sventato l’attentato. Ad AsiaNews p. Saleh Diego, vicario generale dell’arcidiocesi di Karachi, condanna “a nome di tutta la Chiesa cattolica il gesto degli attentatori, che hanno tolto la vita a persone innocenti. Preghiamo per il nostro Paese, affinchè possano prevalere pace e armonia”.

Secondo fonti d’agenzia, tutti i dipendenti del consolato, che è anche la residenza dei diplomatici di Pechino in Pakistan, stanno bene e sono al sicuro. Appena uditi gli spari, il console generale Wang Yu e tutto lo staff sono stati trasferiti nell’edificio principale del compound. Al termine dello scontro armato, le forze di sicurezza hanno sequestrato un gran quantitativo di munizioni ed esplosivi. Anche p. Diego conferma che l’attentato “è rimasto circoscritto nel recinto e ora la situazione è tornata alla normalità”.

I tre uomini hanno aperto il fuoco contro uno degli ingressi del compound, situato nella zona di Clifton, quartiere sede di varie missioni diplomatiche, scuole straniere e ristoranti di lusso. Ancora non ci sono rivendicazioni ufficiali, anche se il New York Times riporta che un account Twitter vicino al Baluschistan Liberation Army (gruppo armato per la liberazione della provincia), avrebbe scritto che tre dei suoi membri “hanno abbracciato il martirio in un attacco contro il consolato cinese”.

L’attacco assume un’importanza rilevante nelle relazioni economiche tra Cina e Pakistan. La città di Karachi, con i suoi 15 milioni di abitanti, è la più grande di tutto il Paese e anche il suo cuore commerciale. Situata sulla costa, assume un’importanza strategica nei progetti commerciali di Pechino, che qui sta sponsorizzando una serie di programmi di sviluppo e infrastrutture per la Nuova Via della seta cinese. Insieme al porto di Gwadar, capolinea del Corridoio economico sino-pakistano (Cpec, China-Pakistan Economic Corridor), la città è tra i primi beneficiari dei 62 miliardi di dollari stanziati dalla Cina per le sue iniziative.