Rakhine, ribelli buddisti attaccano l’esercito: almeno 9 morti e 14 ostaggi

Assaliti da più di 100 militanti e in modo simultaneo quattro avamposti di frontiera. I combattimenti si sono intensificati dall'inizio dello scorso dicembre. I ribelli rivendicano più autonomia per il gruppo etnico. Sfollati oltre 2.500 civili.


Naypyidaw (AsiaNews/Agenzie) – È di almeno nove morti e 14 ostaggi, tutti tra le fila delle forze governative, il bilancio degli ultimi scontri tra il Tatmadaw (l’esercito birmano) ed i ribelli buddisti dell’Arakan Army (Aa – foto). Mentre in Myanmar si celebrava il Giorno dell’Indipendenza, ieri mattina gli insorti hanno condotto una serie di attacchi coordinati a quattro avamposti militari nella municipalità di Buthidaung, nel nord del Rakhine.

Dopo la diffusione, in mattinata, di un comunicato dell’Aa, nel pomeriggio è giunta per voce del gen. Zaw Min Tun la conferma dell’Ufficio del comandante in capo delle Forze armate di Naypyidaw. L’alto ufficiale non convalida il numero degli ostaggi, ma riporta “dispersi” nella regione. Il generale racconta che quattro avamposti di frontiera sono stati attaccati in modo simultaneo da più di 100 militanti dell’Aa.

Le truppe governative “hanno ristabilito con successo l'ordine in tutte e quattro le località entro il pomeriggio”. Le postazioni sono situate in villaggi dove vive la popolazione buddista Rakhine, che dà il nome all’omonimo Stato. Questi sono Kyaung Taung, Nga Myin Taw, Ka Htee La e Kone Myint. Tutti si trovano nell’area settentrionale della municipalità di Buthidaung.

Lo Stato occidentale birmano, già teatro dell’emergenza umanitaria Rohingya, è ancora una volta lacerato dal conflitto, questa volta non ad opera di ribelli musulmani. Dall'inizio dello scorso dicembre, si sono intensificati i combattimenti tra le forze governative e l'esercito ribelle, che rivendica più autonomia per il suo gruppo etnico. Secondo le stime delle Nazioni Unite (Onu), le recenti violenze hanno prodotto 2.500 sfollati in quattro municipalità. Organizzazioni no-profit locali che operano nel territorio affermano invece che i profughi sono più di 4mila.