Papa: l'apostolato "organizzato" dei laici porti frutto dentro la società e le istituzioni

Benedetto XVI ricorda un altro documento conciliare e riafferma l'importante missione di ogni battezzato, sull'esempio dei nuovi beati.


Città del Vaticano (AsiaNews) – Un altro Angelus dedicato a un altro documento del Concilio. In una specie di catechesi settimanale supplementare, da diverse settimane Benedetto XVI ricorda il Concilio Vaticano II e i suoi documenti importanti per la vita della Chiesa e la sua missione.

Quest'oggi egli ha ricordato il decreto sull'apostolato dei laici e sulla loro missione nella famiglia e nella società.

Ricordando Charles de Foucauld, Maria Pia Mastena e Maria Crocifissa Curcio, beatificati oggi, il papa ha sottolineato che essi dimostrano che "tutti i battezzati sono chiamati alla perfezione della vita cristiana". Una "solida spiritualità", la "partecipazione attiva nella liturgia", la "competenza professionale" sono gli strumenti attraverso cui i laici rendono la loro "testimonianza personale" nel mondo. Ma il papa ha anche ricordato la necessità "dell'apostolato organizzato, necessario per incidere sulla mentalità generale, sulle condizioni sociali e sulle istituzioni".

Ecco le parole di Benedetto XVI prima della preghiera dell'Angelus:

Cari fratelli e sorelle!

Questa mattina nella Basilica di San Pietro sono stati proclamati Beati i servi di Dio Charles De Foucauld, presbitero, Maria Pia Mastena, Fondatrice delle Suore del Santo Volto, e Maria Crocifissa Curcio, Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa di Gesù Bambino. Essi vanno ad aggiungersi alla folta schiera di Beati che durante il Pontificato di Giovanni Paolo II sono stati proposti alla venerazione delle Comunità ecclesiali in cui sono vissuti, nella consapevolezza di quanto il Concilio Ecumenico Vaticano II ha fortemente sottolineato, che cioè tutti i battezzati sono chiamati alla perfezione della vita cristiana: sacerdoti, religiosi e laici, ognuno secondo il proprio carisma e la propria specifica vocazione.

In effetti, grande attenzione il Concilio ha posto al ruolo dei fedeli laici, ad essi dedicando un intero capitolo – il quarto – della Costituzione Lumen gentium sulla Chiesa, per definirne la vocazione e la missione, radicate nel Battesimo e nella Cresima e orientate a "cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio" (n. 31). Il 18 novembre 1965 i Padri approvarono uno specifico Decreto sull'apostolato dei laici, Apostolicam actuositatem. Esso sottolinea innanzitutto che "la fecondità dell'apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo" (ivi, 4), cioè da una robusta spiritualità, alimentata dalla partecipazione attiva alla Liturgia ed espressa nello stile delle beatitudini evangeliche. Per i laici, inoltre, sono di grande importanza la competenza professionale, il senso della famiglia, il senso civico e le virtù sociali. Se è vero che essi sono chiamati individualmente a rendere la loro testimonianza personale, particolarmente preziosa là dove la libertà della Chiesa incontra impedimenti, tuttavia il Concilio insiste sull'importanza dell'apostolato organizzato, necessario per incidere sulla mentalità generale, sulle condizioni sociali e sulle istituzioni (cfr ivi, 18). A questo proposito, i Padri hanno incoraggiato le molteplici associazioni dei laici, insistendo pure sulla loro formazione all'apostolato. Al tema della vocazione e missione dei laici l'amato Papa Giovanni Paolo II ha voluto dedicare l'Assemblea sinodale del 1987, dopo la quale è stata pubblicata l'Esortazione apostolica Christifideles laici.

Concludendo, vorrei ricordare che domenica scorsa, nella Cattedrale di Vicenza, è stata beatificata una madre di famiglia, Eurosia Fabris, detta "Mamma Rosa", modello di vita cristiana nello stato laicale. A tutti Coloro che già sono nella patria celeste, a tutti i nostri Santi e in primo luogo a Maria Santissima ed al suo Sposo Giuseppe, affidiamo l'intero Popolo di Dio, perché cresca in ogni battezzato la consapevolezza di essere chiamato a lavorare con impegno e con frutto nella vigna del Signore.

 

Dopo l'Angelus Benedetto XVI ha aggiunto alcuni saluti in diverse lingue.

In italiano, egli ha ricordato la Giornata del Ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro che si celebra oggi in Italia. "Mi unisco – egli ha detto - alla preghiera e alla lode dei fedeli, specialmente degli agricoltori e delle comunità rurali, invitando tutti a rendere grazie a Dio per i suoi benefici. Auspico che la recente "Nota pastorale" dei Vescovi italiani dedicata al mondo rurale aiuti questa parte così importante della società a conservare il suo ricco patrimonio religioso e culturale, per il bene di tutto il Paese.

 Ai pellegrini di lingua francese ha ricordato la figura del loro connazionale beatificato, p. Charles d Foucald. Egli, ha detto il papa, "ci invita a seguire spiritualmente il cammino di Nazareth e il silenzio che egli ha vissuto nel deserto… Come p. Charles, immergiamoci dal mistero eucaristico e dalla contemplazione prendiamo la forza per l'esistenza e per la testimonianza con cui contribuire all'evangelizzazione".

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