Partito nepalese vuole rifondare lo Stato indù. Preoccupazione per i cristiani
di Nirmala Carvalho

Il gruppo di destra Rastriya Prajatantra Party ha lanciato una campagna in tutte le province. In Nepal la monarchia indù è stata abolita nel 2006. Il nuovo Codice penale entrato in vigore nel 2018 punisce tutte le conversioni religiose.


Mumbai (AsiaNews) – Un partito confessionale indù del Nepal ha lanciato una campagna per rifondare lo Stato teocratico indù. Si tratta del Rastriya Prajatantra Party, un gruppo di destra, che sostiene che lo spirito nazionale sia stato indebolito dal secolarismo. Ad AsiaNews Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), commenta: “Siamo molto preoccupati per la campagna che vuole ripristinare il Nepal come Stato indù”.

Il partito ha lanciato l’iniziativa denominata “Mechi-Mahakali” in tutte le sette province del Paese. A Kathmandu si è svolta una conferenza durante la quale i due presidenti Pashupati Shamsher Rana e Prakash Chandra Lohani hanno ribadito l’importanza dello Stato indù. Secondo loro, l’idea di un Paese indù è in crescita e per questo bisogna rispettare il sentimento della maggioranza della popolazione, che professa l’induismo.

In Nepal la monarchia indù è stata abolita nel 2006 e nel 2015 è stata approvata la prima Costituzione democratica. Dal 2018, ricorda Sajan K George, un nuovo Codice penale punisce tutte le conversioni religiose. La norma prevede “che chiunque incoraggi o sia coinvolto in conversioni religiose attraverso qualsiasi mezzo, può essere imputato di infrazione criminale e scontare fino a cinque anni di carcere, oltre al pagamento di una multa di 5mila rupie”.

Nel Paese, aggiunge, “i cristiani sono circa il 3% della popolazione. Di questi, il 65% è dalit, quindi essi subiscono una doppia discriminazione in quanto gruppo emarginato. Spesso i cristiani sono accusati di sedurre i dalit attraverso il denaro con lo scopo di convertirli. Queste sono accuse false”.

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