Baghouz, offensiva anti-Isis: 3mila jihadisti si arrendono all’alleanza

Portavoce delle forze arabo-curde: oltre ai miliziani, salvate anche “tre donne e quattro bambini”. L’uso di civli come scudi umani ha rallentato l’avanzata. In risposta il Califfato invita i jihadisti in tutto il mondo a “levarsi contro i crociati” e “vendicare” l’islam. Da dicembre almeno 59mila persone hanno abbandonato l’area teatro dell’offensiva. 


Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Nelle ultime 24 ore almeno 3mila jihadisti, asserragliati nell’ultima enclave dello Stato islamico (SI, ex Isis) in Siria, si sono arresi alle Forze democratiche siriane (Sdf). L’alleanza arabo-curda, sostenuta dai raid aerei degli Stati Uniti, ha lanciato di recente una offensiva contro la porzione di territorio al confine con l’Iraq rimasta sotto il controllo dei miliziani del Califfato. 

Secondo quanto riferisce Musefa Bali, portavoce delle Sdf, “il numero di membri dello Stato islamico che si sono consegnati dalla serata di lunedì (11 marzo) è salito a 3mila”. Egli ha aggiunto che i soldati hanno soccorso, salvandoli, anche “tre donne yazidi e quattro bambini”.

Parte di Baghouz, piccolo agglomerato di case e tende sulle rive dell’Eufrate, poco distante dai confini con l’Iraq, è oggi quanto rimane di quello che un tempo era chiamato il “Califfato” e che aveva occupato metà del territorio di Siria e Iraq. Nell’area un numero sempre crescente di miliziani - messi alle strette dai pesanti bombardamenti - si sta arrendendo, consegnandosi nelle mani dei militari dell’alleanza.

Il gran numero di civili nelle mani dei jihadisti, e utilizzati come scudi umani, ha rallentato l’offensiva finale che oggi appare sempre più vicina alla conclusione. Tuttavia, come avvenuto già nel vicino Iraq una probabile vittoria militare non cancellerà per il futuro la minaccia jihadista. 

Proprio in queste ultime ore i media ufficiali di Daesh [acronimo arabo per lo Stato islamico] hanno diffuso messaggi in cui si invitano sostenitori e simpatizzanti in tutto il mondo a lanciare attacchi contro obiettivi sensibili, in risposta all’offensiva a Baghouz. Nella registrazione, della durata di circa un minuto e mezzo, si afferma che uomini, donne e bambini asserragliati all’interno del villaggio sono vittima di un “olocausto”. Un miliziano dell’Isis non identificato lancia un appello ai “fratelli” musulmani “in Europa e in tutto il mondo”, invitandoli a “levarsi contro i crociati” e “vendicare la vostra religione”. 

Secondo quanto riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con base nel Regno Unito e una fitta rete di informatori sul territorio, al dicembre scorso quasi 59mila persone sono fuggite dall’ultima roccaforte del Califfato in Siria. Uno decimo di questi sarebbero miliziani jihadisti. Tuttavia, fonti delle Nazioni Unite affermano che il flusso di profughi che si dirigono verso i centri di accoglienza a nord dell’area sembrano essersi attenutati in questi ultimi giorni rispetto alle settimane precedenti. Al contempo, le loro condizioni sono sempre più critiche e fra gli esperti vi è grande preoccupazione per la salute di quanti sono ancora asserragliati all’interno della roccaforte.

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