Due vittime palestinesi nei Territori. Pompeo in Israele rilancia l’asse con Netanyahu

Le forze di sicurezza israeliane hanno aperto il fuoco dopo il lancio di ordigni esplosivi a Nablus. I militari erano stanziati a difesa dei fedeli in pellegrinaggio alla tomba di Giuseppe. Morto anche un 19enne palestinese, sospettato dell’attacco del 17 marzo nella colonia di Ariel. Alla vigilia delle elezioni il segretario di Stato Usa conferma il sostegno al premier uscente. 


Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - È di almeno due vittime palestinesi il bilancio degli scontri avvenuti ieri con le forze di sicurezza israeliane nei Territori occupati in Cisgiordania. Fonti dell’esercito riferiscono del lancio di ordigni esplosivi da una automobile, in direzione di alcuni truppe, stanziate a difesa dei fedeli ebraici nei pressi della tomba di Giuseppe, a Nablus. In risposta, i soldati hanno aperto il fuoco uccidendo due persone. 

In un secondo incidente, avvenuto a Ramallah, le forze di sicurezza hanno ucciso in uno scontro a fuoco un palestinese, ritenuto responsabile di un attacco avvenuto il 17 marzo scorso in cui sono morti due israeliani. La vittima è il 19enne Omar Amin Abu Lila, colpito da quattro missili anti-carro all’interno della sua abitazione, dalla quale stava sparando in direzione dei militari. 

Egli sarebbe l’autore dell’accoltellamento del 19enne soldato israeliano Gal Keidan e del 47enne rabbino Ahiad Ettinger nei pressi della colonia ebraica di Ariel. 

Fonti sanitarie palestinesi riferiscono che le due vittime colpite ieri dai soldati israeliani a Nablus sono il 21enne Raid Hamdan e il 20enne Zaid Nuri. Le violenze sono divampate mentre centinaia di fedeli ebraici, scortati dai militari, stavano per entrare nella tomba di Giuseppe - luogo sacro per ebrei e musulmani - per pregare. Nel contesto degli scontri si sono registrati anche 30 feriti fra i palestinesi, uno dei quali in condizioni critiche. 

In un contesto di crescenti tensioni, divampate il 30 marzo scorso in concomitanza con l’inizio della “Marcia del ritorno”, Israele si avvicina alle elezioni politiche in programma il prossimo 9 aprile. Per sostenere la candidatura del premier uscente Benjamin Netanyahu, il segretario di Stato americano Mike Pompeo è arrivato ieri a Gerusalemme dove ha subito parlato di “alleanza strategica” fra i due Paesi. 

Il capo della diplomazia di Washington ha rinnovato l’obiettivo comune per Israele e Stati Uniti di combattere gli “atti di aggressione” di Teheran “nella regione e nel mondo” e confermato “l’amicizia” fra il presidente Donald Trump e Netanyahu. “Israele non ha amici migliori degli Stati Uniti” ha dichiarato Pompeo. “Voglio ringraziare voi e il presidente Trump - ha replicato Netanyahu, che settimana prossima andrà a Washington - per tutto quello che fate per sostenere questa collaborazione. La nostra alleanza non è mai stata così forte come in questi ultimi anni”. 

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