Papa: Cristo Re, al centro della storia e della civiltà

Un ricordo per i martiri messicani "cristeros", beatificati a Guadalajara e per le comunità contemplative di clausura.


Città del Vaticano (AsiaNews) – La missione della Chiesa "ieri, oggi e sempre" è affermare la "centralità di Cristo" nella "famiglia, la cultura, l'economia, la politica, la comunità internazionale". Benedetto XVI ha ricordato così il valore della solennità di oggi, Cristo Re dell'Universo, ultima domenica dell'anno liturgico. Citando i documenti del Concilio Vaticano II, la Scrittura e alcune frasi significative del defunto Paolo VI, il papa ha sottolineato che il compito dei cristiani è l'impegno per  la "perfezione della storia umana", portando il "potere" di Cristo, che "scaturisce dall'amore", dentro ogni ambito della vita, essendo Egli "il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia d'ogni cuore".

Alla folla di pellegrini che gremiva piazza san Pietro, Benedetto XVI ha anche ricordato la giornata di domani "pro orantibus", per tutti coloro che nella Chiesa si dedicano alla preghiera e alla contemplazione. Benedetto XVI ha espresso gratitudine per tutti coloro che vivono nella clausura e ha domandato ai fedeli di "essere loro vicini con il nostro sostegno spirituale e materiale".

Un pensiero è stato anche dedicato alla beatificazione che avviene a Guadalajara di alcuni sacerdoti e fedeli uccisi dal governo massonico durante la persecuzione messicana e che avevano fatto della devozione a Cristo Re il loro conforto e il loro simbolo, tanto da essere denominati "cristeros"

Ecco le parole del Papa nell'introdurre la preghiera mariana:

 

Cari fratelli e sorelle!

Quest'oggi, ultima domenica dell'Anno liturgico, si celebra la solennità di Cristo Re dell'universo. Fin dall'annuncio della sua nascita, il Figlio unigenito del Padre, nato dalla Vergine Maria, viene definito "re", nel senso messianico, cioè erede del trono di Davide, secondo le promesse dei profeti, per un regno che non avrà fine (cfr Lc 1,32-33). La regalità di Cristo rimase del tutto nascosta, fino ai suoi trent'anni, trascorsi in un'esistenza ordinaria a Nazaret. Poi, durante la vita pubblica, Gesù inaugurò il nuovo Regno, che "non è di questo mondo" (Gv 18,36), ed alla fine lo realizzò pienamente con la sua morte e risurrezione. Apparendo risorto agli Apostoli disse: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra" (Mt 28,18): questo potere scaturisce dall'amore, che Dio ha manifestato in pienezza nel sacrificio del suo Figlio. Il Regno di Cristo è dono offerto agli uomini di ogni tempo, perché chiunque crede nel Verbo incarnato "non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16). Per questo, proprio nell'ultimo Libro della Bibbia, l'Apocalisse, Egli proclama: "Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine" (Ap 22,13).

"Cristo alfa e omega", così si intitola il paragrafo che conclude la prima parte della Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II, promulgata 40 anni or sono. In quella bella pagina, che riprende alcune parole del Servo di Dio Papa Paolo VI, leggiamo: "Il Signore è il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia d'ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni". E così prosegue: "Nel suo Spirito vivificati e coadunati, noi andiamo pellegrini incontro alla finale perfezione della storia umana, che corrisponde in pieno col disegno del suo amore: «ricapitolare tutte le cose in Cristo, quelle del cielo come quelle della terra» (Ef 1,10)" (GS, n. 45). Alla luce della centralità di Cristo, la Gaudium et spes interpreta la condizione dell'uomo contemporaneo, la sua vocazione e dignità, come pure gli ambiti della sua vita: la famiglia, la cultura, l'economia, la politica, la comunità internazionale. E' questa la missione della Chiesa ieri, oggi e sempre: annunciare e testimoniare Cristo, perché l'uomo, ogni uomo possa realizzare pienamente la sua vocazione.

La Vergine Maria, che Dio ha associato in modo singolare alla regalità del suo Figlio, ci ottenga di accoglierlo come Signore della nostra vita, per cooperare fedelmente all'avvento del suo Regno di amore, di giustizia e di pace.

Dopo l'Angelus, fra vari saluti, il papa ha aggiunto in spagnolo:

Mi è grato salutare cordialmente i pellegrini di lingua spagnola presenti per l'orazion dell'Angelus. In modo particolare, saluto oggi i miei fratelli vescovi del Messico, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli che, nell'arcidiocesi di Guadalajara partecipano alla beatificazione dei martiri Anacleto González Flores e i 7 compagni, come anche José Trinidad Rangel, Andrés Solá Molist, Leonardo Pérez, Darío Acosta Zurita e José Sánchez del Río, che hanno affrontato il martirio per difendere la loro fede cristiana. In questa solennità di Cristo Re dell'Universo, che essi hanno invocato nel momento supremo di donare la loro vita, essi sono per noi un esempio permanente e uno stimolo a dare una testimonianza coerente della fede nella società attuale….

Egli ha poi detto  in italiano:

Domani, memoria liturgica della Presentazione di Maria Santissima al tempio, si celebra la Giornata pro orantibus, cioè per le comunità religiose di vita contemplativa. A nome di tutta la Chiesa, esprimo gratitudine a quanti consacrano la loro vita alla preghiera nella clausura, offrendo un'eloquente testimonianza del primato di Dio e del suo Regno. Esorto ad essere loro vicini con il nostro sostegno spirituale e materiale.

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