Cebu, arcivescovo contro crocifissioni e fustigazioni: Meglio preghiere e confessione

Mons. Jose Serofia Palma ai fedeli: “Andate in vacanza dopo la Settimana Santa”. In diverse regioni, il Venerdì santo viene celebrato con vere e proprie “riproduzioni” del Calvario di Cristo. A San Fernando, (Pampanga), un imbianchino 58enne salirà sulla croce per la 33ma volta.


Manila (AsiaNews/Agenzie) – Niente chiodi, ma preghiere e confessione: in occasione della Settimana Santa, l’arcivescovo di Cebu (nelle Visayas centrali) invita i cattolici a perseguire “un rinnovamento spirituale evitando pratiche penitenziali estreme, come la crocifissione o la fustigazione”.

In una dichiarazione rilasciata due giorni fa, mons. Jose Serofia Palma (foto 2) chiede inoltre ai fedeli di riflettere e partecipare alle attività religiose durante la Settimana Santa e non recarsi in vacanza. “Questo periodo – afferma – è il momento migliore per rinnovare la propria relazione con Dio e riflettere sul sacrificio e l'amore del Signore. Vi sono 52 settimane in un anno, e solo in una settimana siamo chiamati a commemorare la passione, la morte e la resurrezione del Signore”.

“La Settimana Santa dovrebbe essere il periodo più austero del calendario liturgico, che porta alla gioia della domenica di Pasqua. Se avete intenzione di andare in vacanza, per favore fatelo dopo la Settimana Santa. Vi invito invece a prendere parte a varie attività della Chiesa, per apprezzare ulteriormente l'amore di Dio”, conclude il presule.

In diverse regioni delle Filippine, il Venerdì santo viene celebrato da gruppi di fedeli che organizzano vere e proprie “riproduzioni” del Calvario di Cristo. Dalla flagellazione alla crocifissione, è tutto reale: per interpretare Cristo, diversi fedeli sborsano cifre considerevoli agli organizzatori delle varie manifestazioni, che non hanno mai ottenuto l’appoggio della Chiesa locale.

A San Fernando, capoluogo della provincia di Pampanga (regione di Luzon centrale), un imbianchino 58enne salirà sulla croce per la 33ma volta. Ruben Enaje (foto 1) reciterà la parte di Gesù nello spettacolo “Via Crucis”. La manifestazione si svolge nelle strade del quartiere San Pedro Cutud ogni Venerdì santo, quando nelle strade locali si riversano più di 10mila “mandarame” (flagellanti).

Enaje si è fatto crocifiggere per la prima volta nel 1986, come ringraziamento a Dio per esser sopravvissuto indenne alla caduta da un edificio di tre piani nel 1985. Per Enaje, quello che è iniziato come un voto di nove anni si è trasformato in offerta di sacrificio. L’uomo ha ripetuto il rito anche nei nove anni successivi, per chiedere la guarigione di sua figlia Ejay dall’asma; si è sottoposto ad altre nove crocifissioni per la guarigione di sua moglie Juanita, che aveva un doloroso nodulo alla mascella. Entrambe le donne sono guarite.

Dopo aver completato un totale di 27 anni, Enaje ha deciso di estendere il sacrificio per altri sei. L’uomo afferma di portarne il peso “per il bene della comunità”. Ogni anno, un paio di chiodi lunghi 7,6cm ciascuno, trapassano i palmi delle sue mani. Il chiodo sui piedi è lungo 15,6cm, abbastanza per trafiggere entrambi i piedi. “Dico al Signore che questo è il mio modo di unirmi a lui nel dolore, ma so che non posso paragonare la mia sofferenza alla tortura e l'umiliazione che Egli ha subito”, conclude.

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