Teheran chiede aiuto alla Cina per l’accordo nucleare e ‘un mondo multipolare’
di Wang Zhicheng

Nella sua visita a Pechino, Javad Zarif spera che la Cina aggiri l’embargo totale sulla vendita di petrolio. Esperti dubitano che Pechino si schieri ancora più apertamente contro gli Usa. Alla comunità internazionale Zarif chiede azioni concrete per mantenere in vita l’accordo sul nucleare.


Pechino (AsiaNews) - “L’Iran e la Cina devono riflettere insieme e lavorare insieme per preservare un ordine mondiale multilaterale ed evitare un ordine mondiale unilaterale”: è quanto ha affermato Mohammad Javad Zarif, ministro iraniano degli esteri incontrando ieri il suo omologo cinese Wang Yi al Diaoyutai, l’hotel statale per gli ospiti illustri.

La visita del diplomatico di Teheran avviene in un momento di forte tensione nel Golfo, con minacce di guerra da parte degli Usa e dei suoi alleati (Arabia saudita ed Emirati), e mentre il suo Paese è sempre più schiacciato dall’embargo totale sulle vendite di petrolio voluto dagli Stati Uniti, dopo la sua fuoriuscita dall’accordo sul nucleare.

La Cina, il più grande importatore di greggio al mondo, è anche uno dei maggiori clienti del petrolio iraniano.  L’Iran spera di poter continuare a vendere il petrolio aggirando l’embargo Usa. In tal modo però Pechino si esporrebbe a possibili sanzioni da parte degli Stati Uniti, in un momento in cui le due superpotenze sono ai ferri corti per la “guerra dei dazi”.

Da parte sua, Wang ha dichiarato che “la Cina si oppone con fermezza alle sanzioni unilaterali e alla cosiddetta ‘giurisdizione-dal-braccio-lungo’ imposta dagli Usa sull’Iran" e ha promesso di mantenere fede all’accordo sul nucleare, salvaguardando l’autorità delle Nazioni Unite e le norme che governano le relazioni internazionali.

Wang ha anche invitato l’Iran a prendere parte al progetto della Belt and Road, per una cooperazione che porti benefici ad entrambi i Paesi.

Secondo analisti, è piuttosto difficile che la Cina si schieri decisamente contro gli Usa che già stanno provando la sua economia, soprattutto nelle tecnologie avanzate. “La realtà – ha dichiarato Jean-François Dufour, esperto del think tank della DCA all’Orient Le Jour – è che i rapporti con gli Stati Uniti sono più importanti per la Cina, che quelli con l’Iran… Dall’Iraq al Brasile, passando per la Russia, essa dispone oggi di numerose alternative al petrolio iraniano. Invece, le alternative sono più limitate per quanto riguarda le tecnologie americane, essenziali per i nuovi obbiettivi di sviluppo cinese”.

La Cina, insieme a Russia, Gran Bretagna, Francia e Germania sono ancora desiderosi di mantenere l’accordo sul nucleare. Ma Zarif chiede azioni concrete. “Fino ad ora – ha detto – la comunità internazionale ha fatto soprattutto delle dichiarazioni, ma non ha agito… Se la comunità internazionale e gli altri Paesi membri [dell’accordo] vogliono mantenerlo in vita, devono assicurarsi con atti concreti che gli iraniani ne possano trarre dei benefici”.

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