Le autorità pubbliche si scusano (in ritardo) per avere mentito sul disastro di Harbin

Per 10 giorni la televisione ha continuato a minimizzare e mentire. Infuriati i commenti dei giornali.


Pechino (AsiaNews/Scmp) - A oltre 10 giorni dal disastro, le autorità pubbliche hanno espresso le loro scuse ufficiali per aver nascosto alla popolazione di Harbin l'inquinamento del fiume Songhua. Tutta la stampa cinese protesta contro l'abitudine "di nascondere le cattive notizie".

Jiao Zhengzhong, vice governatore della provincia di Jilin, ha chiesto scusa ai cittadini di Harbin per non avere rivelato subito il grave inquinamento del fiume Songhua, causato da un'esplosione avvenuta il 13 novembre in una fabbrica petrolchimica della città di Jilin.

Subito dopo l'esplosione, le autorità di Jilin hanno negato che vi fosse stato qualche inquinamento. La televisione nazionale ha più volte ripetuto "che l'incidente non ha causato un grave inquinamento" e spiegato che il benzene liberato dall'esplosione era stato del tutto bruciato e ridotto in gas innocuo.

La verità è stata rivelata solo dopo 10 giorni: in un primo momento la chiusura dell'acquedotto di Harbin era stata motivata con normali lavori di manutenzione. Solo a seguito dell'incredulità e del panico pubblico è stato ammesso il grave inquinamento.

La stampa cinese parla di "menzogna ingiustificabile", "irresponsabile" e di "terribile crimine contro la società". I quotidiani evidenziano che il governo ha causato panico e pericolo pubblico e ridotta "la fiducia del pubblico verso il governo", che potrà essere recuperata solo con un'informazione pubblica tempestiva, completa e genuina, considerata quale "un'urgente priorità". Chieste "severe punizioni" contro i responsabili. (PB)

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