Naypyidaw: mandato d’arresto per Wirathu, ‘il Bin Laden buddista’

Il monaco ultranazionalista è stato a lungo il volto dell’Associazione per la protezione della razza e della religione. Egli accusa il governo di Aung San Suu Kyi di favorire i musulmani e non proteggere il buddismo. Il monastero di Wirathu si trova a Mandalay, ma non è noto dove si trovi il monaco o se è stato arrestato.


Naypyidaw (AsiaNews/Agenzie) – La polizia del Myanmar ha emesso un mandato di arresto per il monaco ultranazionalista Wirathu (foto), noto come “il Bin Laden buddista” per il suo livore contro l'islam ed in particolare la comunità dei musulmani Rohingya. Wirathu è stato a lungo il volto dell’Associazione per la protezione della razza e della religione, comunemente nota con l'acronimo birmano Ma Ba Tha. Le autorità religiose e secolari hanno messo al bando il movimento nel maggio del 2017. Esso contava 10 milioni di membri in quasi 300 comuni del Myanmar. È in quelle che erano le roccaforti del gruppo che si verificano i più gravi episodi di intolleranza religiosa nel Paese; anche contro i cristiani, cui spesso è perfino impedito di riunirsi per le funzioni domenicali.

Myo Thu Soe, portavoce della polizia, ha annunciato ieri che il mandato di cattura nei confronti di Wirathu è stato “archiviato ed attuato direttamente presso il tribunale del distretto occidentale ai sensi dell'articolo 124(a)”. Il funzionario non ha fornito dettagli specifici sui motivi del provvedimento. La legge condanna chiunque “cerchi di provocare odio o disprezzo, inciti o tenti di incitare alla disaffezione nei confronti del governo” e comporta una pena massima di tre anni di reclusione. Il monastero di Wirathu si trova a Mandalay, ma non è noto dove il monaco si trovi ora o quando potrebbe essere arrestato.

Nel 2013, il monaco estremista è apparso sulla copertina della rivista Time come “La faccia del terrore buddista”. Wirathu ha promosso il violento boicottaggio delle imprese di proprietà musulmana sul suolo nazionale e chiesto restrizioni ai matrimoni tra buddisti e islamici. Un consiglio di monaci anziani gli ha impedito in via temporanea di parlare in pubblico, ma l'abate ha preso parte in una serie di manifestazioni pro-militari da quando il bando è terminato, a marzo dell'anno scorso. Wirathu accusa il governo di Aung San Suu Kyi di favorire i musulmani e di non proteggere le tradizioni e la cultura del buddismo, compito a suo parere svolto dal solo esercito.

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