A rischio le feste ortodosse per il Battesimo della Rus' di Kiev
di Vladimir Rozanskij

La festa del Battesimo rischia di essere una prova di forza, si spera soltanto simbolica, tra le varie giurisdizioni ortodosse, con i greco-cattolici alla finestra, anch’essi desiderosi di proporsi come Chiesa autentica del popolo ucraino. Scontri (verbali) sulle reliquie di sant’Andrea Protoclito.


Mosca (AsiaNews) – Dal Patriarcato di Mosca sono state rivolte considerazioni molto preoccupate in vista delle prossime celebrazioni del Battesimo della Rus’ di Kiev, che si terranno il 28 luglio nella capitale ucraina. Il patriarcato di Costantinopoli invierà una delegazione, che secondo i russi “rischia di rimanere molto delusa” da quello che potrebbe succedere.

Il protoierej Nikolaj Balashov, vicedirettore del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, ha dichiarato nel corso di una conferenza-stampa che “potrebbe crearsi una situazione molto delicata, a causa della contrapposizione tra gruppi diversi di pellegrini nei vari cortei processionali”. Egli fa riferimento alle processioni che cominceranno la vigilia, il 27 luglio, e vedranno da una parte i fedeli della Chiesa fedele a Mosca (che l’anno scorso ha radunato oltre 250mila persone) e quelli della nuova Chiesa autocefala (che invece erano poche migliaia).

I due cortei dovrebbero percorrere l’itinerario che parte dalla cattedrale di San Vladimir per raggiungere la “collina di Vladimir”, il luogo in cui, secondo le fonti storiche, il principe-battezzatore fece immergere nel Dnepr la popolazione dell’antica Rus’ per ricevere il Battesimo, e da dove poi sono stati gettati nel fiume gli idoli pagani.

Il problema, sottolinea Balashov, è che la cattedrale di San Vladimir è ancora affidata all’anziano patriarca Filaret (Denisenko), considerato “emerito” dalla Chiesa autocefala, ma che oggi rivendica un ruolo autonomo di governo, e si è a sua volta contrapposto al metropolita Epifanyj (Dumenko), oltre che al metropolita filo-russo Onufryj (Berezovskij), per restaurare il suo “patriarcato di Kiev”. Non si capisce chi sarà a ricevere la delegazione di Costantinopoli, e chi presiederà le celebrazioni liturgiche.

Oltretutto, i legati di Costantinopoli hanno annunciato di voler portare a Kiev un frammento delle reliquie di Sant’Andrea Protoclito, patrono della Chiesa bizantina, in segno di ulteriore riconoscimento della Chiesa ucraina indipendente. Padre Balashov ha fatto notare che “forse a Costantinopoli non sanno che noi custodiamo già delle reliquie dell’apostolo Andrea, nel monastero delle Grotte di Kiev [ancora in mano ai russi] e in una chiesa di Odessa”.

La festa del Battesimo rischia di essere una prova di forza, si spera soltanto simbolica, tra le varie giurisdizioni ortodosse, con i greco-cattolici alla finestra, anch’essi desiderosi di proporsi come Chiesa autentica del popolo ucraino.

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