Card. Alencherry: giustizia per il sacerdote e il catechista arrestati per ‘conversioni forzate’
di Nirmala Carvalho

I cattolici sono detenuti in Jharkhand dal 6 settembre e il magistrato respinge la richiesta di rilascio su cauzione. Arcivescovo maggiore dei siro-malabaresi: “È chiaro che dietro ci siano coloro che non sono contenti delle attività sociali e educative dei missionari tra gli abitanti del villaggio”.


Mumbai (AsiaNews) – Giustizia per il prete cattolico e il catechista arrestati con la falsa accusa di praticare conversioni forzate al cristianesimo: lo chiede il card. George Alencherry, arcivescovo maggiore della Chiesa siro-malabarese [uno dei tre riti della Chiesa cattolica indiana, ndr]. Il porporato interviene sul caso di p. Binoy John e del catechista Munna Hansda, rinchiusi in un carcere del Jharkhand dal 6 settembre. Egli chiede “l’immediato rilascio” dei cattolici e lamenta: “Sono sotto ingiusta custodia. Prolungare la loro detenzione è un abuso del sistema legale del Paese”.

La scorsa settimana la polizia del Jharkhand ha arrestato i due insieme a un secondo sacerdote, p. Arun Vincent. Quest’ultimo è stato liberato, mentre gli altri cattolici sono ancora in carcere con l’accusa di aver praticato conversioni forzate nella missione di Rajdaha, nella diocesi di Bhagalpur.

La nota ufficiale del card. Alencherry è diffusa da p. Antony Thalachelloor, segretario per la comunicazione del rito cattolico. Il leader ecclesiastico protesta contro le modalità dell’arresto: la polizia si è recata a casa dei tre senza spiegarne il motivo e li ha convocati alla centrale; solo dopo l’arrivo alla stazione di polizia, gli agenti hanno presentato le accuse formali. Il fatto, sostiene il cardinale, “è un classico caso di abuso delle norme del Freedom of Religion Act [la legge anti-conversione in vigore in Jharkhand – ndr] che è sempre stato compreso dalla Chiesa. Questa è una negazione del diritto a propagare liberamente la religione e del diritto alla libertà di coscienza, garantiti dalla Costituzione dell’India”.

I difensori degli arrestati hanno presentato richiesta di rilascio su cauzione, respinta dal giudice distrettuale di Godda. “Sospettiamo – continua il card. Alencherry – che sia una deliberata mossa per protrarre la loro custodia. È chiaro che dietro ci siano coloro che non sono contenti delle attività sociali e educative dei missionari tra gli abitanti del villaggio”. Il porporato sottolinea: “I cristiani di questo Paese sono sempre stati apprezzati e si sono battuti per mantenere l’armonia sociale e religiosa. Il cristianesimo non crede nelle conversioni forzate e la Chiesa in India non pratica conversioni con la forza. Le attività della Chiesa tra i settori più deboli della società sono apprezzate da tutti, a prescindere dalle differenze politiche. La comunità cristiana dell’India è scioccata per l’arresto del sacerdote e del catechista, fondato su accuse fabbricate per altri motivi”. “Lancio un appello – dice in conclusione – alle autorità interessate, affinchè adottino i necessari passi per assicurare la giustizia agli arrestati. Esorto tutti i fedeli a pregare per i fermati, i loro cari e i loro parenti, e per tutti coloro che prestano servizio nelle aree di missione”.

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