La Festa di Mezzo Autunno illuminata dalle proteste di Hong Kong
di Bernardo Cervellera

Migliaia del movimento pro-democrazia scalano il Lion Rock e il Victoria Peak, appendendo uno striscione e cantando l’inno “Gloria a Hong Kong”. Fra i partecipanti, anche il card. Joseph Zen. Lanterne con il messaggio: “Cinque domande, non una di meno”. La polizia nega il permesso per una manifestazione da tenersi domani, organizzata dal Fronte civile per i diritti umani. Finora sono state arrestate 1200 dimostranti.


Hong Kong (AsiaNews) – Migliaia di persone hanno celebrato ieri sera in modo diverso la tradizionale Festa di Mezzo Autunno, illuminando nella notte il percorso sull’altura del Lion Rock, nella zona di Shatin, e del Victoria Peak sull’isola di Hong Kong, scandendo slogan pro-democrazia e cantando l’inno delle proteste anti-estradizione, il “Gloria a Hong Kong”.

Di solito la festa si svolge in casa, con la famiglia unita, o con gli amici all’esterno, contemplando la luna piena e cuocendo il barbecue. Quest’anno, migliaia di persone del movimento pro-democrazia, hanno percorso il sentiero fino al Lion Rock illuminando la notte con smartphone e penne laser. Essi hanno anche appeso alla roccia un lungo striscione in cui si chiede la “doppia democrazia”, riferendosi alle richieste di suffragio universale per le elezioni del parlamento di Hong Kong e per l’elezione diretta del capo dell’esecutivo, al presente entrambe sotto la forte influenza di Pechino.

Ieri, a scalare il percorso del Lion Rock vi era anche il card. Joseph Zen (v. foto 2).

Luci di smartphone e laser anche nella passeggiata attorno al Peak, l’altura che sovrasta l’isola di Hong Kong. Altre migliaia si sono incontrati al Victoria Park e nella serata hanno cantato il “Gloria a Hong Kong”, scandendo slogan. I raduni pacifici per cantare sono divenuti comuni in questi giorni dopo le tensioni e le violenze negli scontri con la polizia, in cui i poliziotti esercitano un uso sproporzionato della forza. Raduni con canti sono avvenuti vicino alle stazioni della metropolitana a Quarry Bay, Sham Shui Po, Hung Hom, Tsing Yi, Sha Tin, Yuen Long, Prince Edward e a Lai Chi Kok, davanti al Reception Centre, un centro di correzione, dove sono tenuti alcuni dimostranti.

Da giugno, da quando sono iniziate le proteste contro la legge sull’estradizione, sono state arrestate quasi 1200 persone, accusate di una serie di crimini fra cui rivolta, raduno non autorizzato, vandalismo, assalto contro le forze dell’ordine.

Nella Festa di Mezzo Autunno, si usa decorare gli ambienti e far volare delle lanterne. Molti dimostranti hanno esibito lanterne con la scritta “Cinque richieste, non una di meno” (foto 3), riferendosi alle cinque domande a cui si esige risposta da parte del governo: cancellare la legge sull’estradizione; non caratterizzare come “rivolte” gli scontri violenti; togliere le accuse ai dimostranti arrestati durante gli scontri e liberarli in modo incondizionato; un’inchiesta piena ed indipendente sulle azioni della polizia e la loro collusione con gruppi mafiosi; attuare il suffragio universale.

Il 4 settembre scorso, Carrie Lam, il capo dell’esecutivo, ha accettato di cancellare la legge sull’estradizione, ma le altre domande rimangono inevase.

Per domani il Fronte civile per i diritti umani, che raduna decine di gruppi pro-democrazia, aveva chiesto il permesso di tenere una manifestazione al Victoria Park. La polizia, temendo sommosse e violenze, non ha dato il permesso. Il Fronte – che aveva organizzato manifestazioni pacifiche il 18 e il 31 agosto, a cui hanno partecipato milioni di persone, ha dovuto cancellare l’evento.

HK-Lion_Rock.jpg HK-Lion_Rock.jpg HK-Lion_Rock.jpg HK-Lion_Rock.jpg