Greta Thunberg accusa tutti, meno la Cina e l’India

L’attivista ecologico, insieme ad altri 15 bambini, hanno denunciato cinque Paesi per non essere attivi contro il riscaldamento globale. Nel 2018 la Cina ha aumentato la costruzione di centrali a carbone, con progetti che si estendono fino al 2030. Fra le 10 città più inquinate al mondo, sette sono indiane.


New York (AsiaNews/Agenzie) – Dopo il suo appassionato discorso al Summit dell’Onu 2019 sull’Azione per il Clima, Greta Thunberg ha depositato una denuncia contro cinque Paesi, colpevoli di non combattere il riscaldamento globale. Ma fra questi Paesi non ci sono né Cina, né India, fra i Paesi più inquinati della terra e fra i responsabili maggiori dei cambiamenti climatici.

Dopo aver denunciato i politici di usare “vuote parole” per discutere solo “di denaro e di favole legate all’eterna crescita economica”, l’attivista ecologica, insieme ad altri 15 bambini e giovani dagli 8 ai 17 anni, attraverso l’Unicef, hanno depositato una denuncia accusando Germania, Francia, Brasile, Argentina e Turchia di non attivarsi contro il riscaldamento globale, minando i diritti dei bambini.

Diversi commentatori si domandano come mai Greta e compagni non abbiano citato la Cina e l’India. La prima, pur avendo sostenuto l’accordo di Parigi sul clima (2015), nel 2018 ha aumentato la costruzione di centrali a carbone, con progetti che si estendono fino al 2030. Anche l’uso del carbone è aumentato, rimanendo l’elemento che produce il 60% del fabbisogno energetico del Paese.

In India si registra il peggior inquinamento dell’aria: su 10 fra le città più inquinate al mondo, sette sono indiane e New Delhi (o più precisamente: Gurugram, un suo quartiere periferico) è al primo posto.

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