Pechino, con l’epidemia di peste suina corre l’inflazione al consumo

L’Ufficio nazionale di statistica (Nbs) pubblica gli ultimi dati sull’economia cinese. L’Indice dei prezzi al dettaglio tocca il dato più alto dal novembre 2013. Il costo della carne di maiale è aumentato del 69,3% su base annua. L’epidemia ha spinto al rialzo i prezzi di manzo, pollo, anatra e uova.


Pechino (AsiaNews/Agenzie) – A settembre, l’inflazione al consumo in Cina ha accelerato con il ritmo più veloce in quasi sei anni: l’epidemia di peste suina africana (Asf) ha fatto salire i prezzi della carne di maiale quasi del 70%. È quanto emerge oggi dagli ultimi dati ufficiali sull’economia cinese. Pechino si è spinta fino ad attingere alle riserve nazionali di carne suina, per contenerne i prezzi. Secondo osservatori, l’emergenza rischia di diventare una responsabilità politica ed economica per il Partito.

L’Ufficio nazionale di statistica (Nbs) riferisce che il mese scorso l’Indice dei prezzi al dettaglio (Cpi) – indicatore chiave per l’inflazione – ha toccato il 3% dal 2,8% di agosto 2019: è il dato più alto dal novembre 2013. Secondo la società britannica di consulenza Capital Economics, l'aumento è causato dall'inflazione dei prezzi alimentari, in particolare le interruzioni nelle forniture di carne suina. A settembre, il costo di quest’ultima è aumentato del 69,3% su base annua, afferma l’Nbs.

Per frenare la diffusione del virus, Pechino dichiara di aver abbattuto circa un milione di maiali dalla scoperta del primo focolaio di peste suina nell’agosto 2018. Esperti affermano tuttavia che il governo cinese ha sottodimensionato il dato. L’epidemia ha spinto ad un rialzo massimo del 19% anche i prezzi di altre carni, tra cui manzo, pollo, anatra e uova.

Nel frattempo, i prezzi alla produzione continuano a scendere per il quinto mese consecutivo, a causa dell'indebolimento della domanda e dell'aumento delle tensioni commerciali con gli Usa. Gli analisti dell’Nbs riportano che l'Indice dei prezzi alla produzione (Ppi) – un importante barometro per il settore industriale – si è contratto dell'1,2% rispetto al 2018.

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