Paesi più inquinati al mondo: India, Bangladesh e Pakistan superano la Cina

Per quanto riguarda le città più tossiche, l’India detiene il primato. Pechino nel 2014 era stata dichiarata “quasi invivibile per l’uomo”. Traffico, scarichi di inceneritori e industrie pesanti tra i fattori più inquinati. Esperto: “Sbagliato sottovalutare i roghi agricoli”.


New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Il Paese più inquinato al mondo è il Bangladesh, seguito a stretto giro da Pakistan e India; per quanto riguarda invece le città più tossiche, il triste primato spetta all’India. Il dato emerge da uno studio effettuato dalla Bbc, che evidenzia come il livello d’inquinamento si sia ridotto drasticamente in Cina, nazione che in passato deteneva il podio di Paese più invivibile per la tossicità dell’aria.

In questi giorni stanno destando un ampio dibattito le immagini che provengono dall’India e in particolare dalla capitale Delhi avvolta da una coltre di smog. L’articolo dell’agenzia britannica cita il rapporto sulle città più inquinate al mondo intitolato “World Air Quality Report”, stilato da IQ Air Visual in collaborazione con Greenpeace. Gli esperti hanno rilevato che su 30 centri urbani più inquinati al mondo, 22 si trovano in India e i rimanenti otto in Pakistan e Bangladesh. Pechino invece, che nel 2014 era stata dichiarata “quasi invivibile per l’uomo”, è scesa al 122mo posto.

I maggiori fattori che aumentano la tossicità dell’aria nelle città sono il traffico, i combustibili fossili degli inceneritori e gli scarichi delle industrie pesanti. La differenza tra Cina e India, sostengono gli esperti, è che nel secondo Paese è largamente diffusa la pratica di bruciare i residui del raccolto per fertilizzare i campi in vista della semina dell’anno successivo. Pechino ha vietato del tutto i roghi, Delhi invece li tollera. Non solo, le zone rurali a nord della capitale sono un ricettacolo di fuochi nella stagione autunnale.

Secondo il prof. Thomas Smith della London School of Economics, “è sbagliato sottovalutare l’impatto dei roghi agricoli, anche se di norma le persone credono che le cause maggiori siano i gas di scarico delle automobili e delle industrie”.

Per attenuare lo smog, a inizio novembre la Corte suprema indiana è corsa ai ripari e ha imposto il blocco degli incendi dei campi agricoli negli Stati che circondano la capitale. In precedenza, a ottobre 2018, aveva vietato i fuochi artificiali tossici per la festa indù del Diwali (la festa delle lanterne), consentendo la vendita solo di petardi “green” e rispettosi dell’ambiente. Tuttavia, più che diminuire i livelli di tossicità, il divieto ha prodotto due effetti altrettanto negativi: il crollo dell’industria pirotecnica, che dà lavoro a migliaia di poveri nel Tamil Nadu, e l’aumento delle importazioni illegali, proprio dalla Cina.

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