Papa: La vita, la morte, il nulla, la resurrezione

All’Angelus, papa Francesco proclama la fede cristiana della resurrezione davanti al “dubbio che tocca l’uomo di tutti i tempi… dopo questo pellegrinaggio terreno, che ne sarà della nostra vita? Apparterrà al nulla, alla morte?”. La “limpida certezza di Gesù sulla risurrezione si basa interamente sulla fedeltà di Dio, che è il Dio della vita”. Un applauso per una beata spagnola e un santo portoghese. Un appello per il Sud Sudan e per la Bolivia.


Città del Vaticano (AsiaNews) - La vita, la morte, il nulla, la resurrezione: quest’oggi, prima della preghiera dell’Angelus, papa Francesco si è confrontato con quello che è il “dubbio che tocca l’uomo di tutti i tempi e anche noi: dopo questo pellegrinaggio terreno, che ne sarà della nostra vita? Apparterrà al nulla, alla morte?”. Lo spunto viene dalla pagina evangelica della messa di oggi (32ma per anno, C, Luca 20,27-38), che offre “uno stupendo insegnamento di Gesù sulla risurrezione dei morti” al “quesito insidioso” dei Sadducei, che “non credevano nella risurrezione”.

Con la sua risposta, ha sottolineato Francesco, “Gesù anzitutto invita i suoi interlocutori – e anche noi – a pensare che questa dimensione terrena in cui viviamo adesso non è l’unica, ma ce n’è un’altra, non più soggetta alla morte, in cui si manifesterà pienamente che siamo figli di Dio… Questa limpida certezza di Gesù sulla risurrezione si basa interamente sulla fedeltà di Dio, che è il Dio della vita”.

Quanto al “dubbio” (“che ne sarà della nostra vita? Apparterrà al nulla, alla morte?”), “Gesù risponde che la vita appartiene a Dio, il quale ci ama e si preoccupa tanto di noi, al punto di legare il suo nome al nostro: è «il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui» (vv. 37-38). Ecco la sapienza che nessuna scienza potrà mai dare!”.

“Qui – ha aggiunto - si svela il mistero della risurrezione, perché si svela il mistero della vita: la vita sussiste dove c’è legame, comunione, fratellanza; ed è una vita più forte della morte quando è costruita su relazioni vere e legami di fedeltà. Al contrario, non c’è vita dove si ha la pretesa di appartenere solo a sé stessi e di vivere come isole: in questi atteggiamenti prevale la morte. Infatti, la risurrezione non è solo il fatto di risuscitare dopo la morte, ma è un nuovo genere di vita che possiamo già sperimentare adesso”.

Dopo la preghiera mariana, il papa ha ricordato la beatificazione avvenuta a Granada (Spagna) di Maria Emilia Riquelme y Zayas, fondatrice delle Suore Missionarie del Santissimo Sacramento e di Maria Immacolata; la canonizzazione di San Bartolomeo Fernandes dei Martiri, a Braga (Portogallo).

Subito dopo egli ha espresso “un pensiero speciale al caro popolo del Sud Sudan”, che Francesco vuole visitare quest'anno. Ricordando il ritiro spirituale per le autorità del Paese, svoltosi in Vaticano nell’aprile scorso, il papa ha espresso il desidero di “rinnovare il mio invito a tutti gli attori del processo politico nazionale a cercare ciò che unisce e a superare ciò che divide, in spirito di vera fratellanza. Il popolo sud-sudanese ha sofferto troppo negli ultimi anni e attende con grande speranza un futuro migliore, soprattutto la fine definitiva dei conflitti e una pace duratura. Esorto pertanto i responsabili a proseguire, senza stancarsi, l’impegno in favore di un dialogo inclusivo nella ricerca del consenso per il bene della Nazione. Esprimo inoltre l’auspicio che la comunità internazionale non trascuri di accompagnare il Sud Sudan nel cammino di riconciliazione nazionale”. Egli ha concluso l’appello invitando tutti a pregare per questo Paese, per il quale egli nutre “un affetto particolare”. E ha recitato un’Ave Maria con tutti i pellegrini radunati in piazza san Pietro.

Il pontefice ha anche affidato alle preghiere dei fedeli “la situazione dell’amata Bolivia, vicina alla mia patria”, dove dal 21 ottobre, molta parte della popolazione contesta la rielezione di Evo Morales, accusato di brogli per aver ottenuto il suo quarto mandato come presidente. Nei giorni scorsi, centinaia di poliziotti si sono ammutinati e difendono i contestatori. “Invito tutti i boliviani – ha detto Francesco - in particolare gli attori politici e sociali, ad attendere con spirito costruttivo, in un clima di pace e serenità, i risultati del processo di revisione delle elezioni, che è attualmente in corso”.

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