Cristiani del Karnataka: Dare la cittadinanza a tutte le minoranze religiose
di Nirmala Carvalho

Un forum ecumenico propone di valutare i meriti del singolo individuo, piuttosto che il suo credo. La legge sulla cittadinanza sta causando ampie proteste in tutta l’india perché esclude i musulmani. Dare la cittadinanza a tutti i migranti illegali “potrebbe dare giustizia e promuovere l’uguaglianza”.


Mumbai (AsiaNews) – Garantire la cittadinanza a tutte le minoranze religiose dell’India, non in basa all’appartenenza confessionale ma per meriti individuali: lo chiede un gruppo ecumenico che rappresenta tutte le denominazioni cristiane (cattolici e protestanti) del Karnataka. L’appello è contenuto in memorandum diffuso ieri, a firma di mons. Peter Machado, arcivescovo di Bangalore a presidente dell’All Karnataka United Christian Forum for Human Rights.

I cristiani intervengono sul Citizenship Amendment Bill (Cab), la norma approvata il 12 dicembre scorso dal Parlamento che modifica la legge per ottenere la cittadinanza indiana. Il forum ecumenico apprezza la riduzione dei tempi d’attesa da 11 a cinque anni, ma evidenzia la pericolosità di un dettame che sta causando ampie proteste in tutto il Paese per via dell’esclusione della minoranza musulmana.

I cristiani invitano a non ignorare gli appelli del card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale indiana (Cbci), che avverte del “pericolo di polarizzazione della popolazione lungo linee religiose, che è davvero dannoso per il Paese”. A tal proposito, il forum ribadisce: “La religione non dovrebbe mai essere il criterio per la cittadinanza di un Paese. Neppure la violenza è una soluzione quando ci sono differenze d’opinione”.

I cristiani chiedono al governo di dialogare con coloro che contestano la legge e arrivare a “un accordo sul modo di portare avanti giustizia, equità e onestà. Non vi è alcun danno nel tornare indietro o nel cambiare rotta se ciò è necessario per il bene del Paese e del nostro popolo”.

Secondo il gruppo, la cittadinanza dovrebbe essere “accordata ai migranti illegali non sulla base delle loro religioni, ma per il merito di ogni caso individuale”. Mons. Machado evidenzia che una simile mossa potrebbe dare giustizia a tutti i migranti illegali e promuovere l’uguaglianza tra loro. Inoltre, afferma in conclusione, “può convincere i cittadini del Paese che (il governo) sostiene la sacralità della Costituzione e rispetta il diritto di tutte le minoranze linguistiche e religiose senza alcuna discriminazione”.

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