Pechino passa alla raccolta differenziata dei rifiuti

La metropoli di 21 milioni di abitanti produce 26mila tonnellate di rifiuti domestici al giorno. Pechino è la seconda città, dopo Shanghai, a varare la raccolta differenziata. Previste multe per i contravventori. Limitate le strutture di trasporto e di trasformazione dei rifiuti.


Pechino (AsiaNews/Caixin) – Fra qualche mese Pechino diverrà la seconda città in Cina a rendere obbligatoria la raccolta differenziata dei rifiuti. Un regolamento pubblicato lo scorso 18 dicembre, che sarà varato dal primo maggio 2020, esige che tutte le famiglie suddividano i rifiuti a seconda che siano destinati all’incenerimento, alla discarica, al riciclo. Le nuove regole, che si applicano alla metropoli di 21 milioni di abitanti, sono simili a quelle che Shanghai (29 milioni di abitanti) sta già praticando dal luglio 2019.

Il volume di rifiuti che si producono nel Paese è gigantesco. Il municipio di Pechino afferma che da gennaio a ottobre del 2019, la metropoli ha prodotto più di 7,9 milioni di tonnellate di rifiuti nelle famiglie, pari a 26mila tonnellate al giorno. Il governo vuole che entro il 2020 almeno 46 città cinesi attuino la raccolta differenziata.

Il ministero dello sviluppo urbano e rurale ha stabilito che i rifiuti vengano suddivisi in quattro categorie: materiali riciclabili, rifiuti pericolosi, “umido” (organico), “secco”.

Le nuove regole impongono che i rifiuti non vengano mescolati. I contravventori saranno penalizzati con multe fra i 20mila e i 100mila yuan (fra 2630 e 13mila euro).

Secondo alcuni analisti ci vorranno diversi anni per educare la popolazione a seguire tali regole. Inoltre, al presente Pechino non ha sufficienti mezzi per il trasporto dei rifiuti e per la loro trasformazione.

Cina-_Beijing_waste.jpg