Jakarta: le proteste contro la chiesa di St. Joseph ‘non sono intolleranza’

Il ministero per gli Affari religiosi: “La questione riguarda esclusivamente i permessi di costruzione”. I cattolici hanno tutti i regolari permessi per abbattere l’edificio e ricostruirne uno più grande. I radicali islamici hanno intentato una causa contro l’ente che li ha rilasciati. La parrocchia ha accettato di attendere la sentenza.


Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – Il ministero indonesiano degli Affari religiosi nega che le proteste contro i lavori di ristrutturazione nella chiesa di St. Joseph a Karimun, remoto distretto nella provincia delle Isole Riau, siano motivate da intolleranza religiosa. La comunità cattolica locale, in possesso di tutti i regolari permessi, desidera abbattere l’edificio originario per far spazio ad uno più grande, in grado di accogliere un maggior numero di fedeli. Lo scorso 6 febbraio, le tensioni erano sfociate in una violenta manifestazione. Decine di radicali islamici si erano riuniti fuori dal complesso parrocchiale; urlando slogan ed insulti, hanno tentato di introdurvisi all’interno e persino aggredire il portavoce della chiesa.

Ieri, un funzionario del ministero ha reso pubblici gli ultimi aggiornamenti sull’annosa vicenda, che da settimane è al centro di accese polemiche. Tornato da Karimun, Ubaidilah Amin Moech ha raccontato alla stampa: “Il punto è che non vi è alcun problema settario. La questione riguarda esclusivamente i permessi di costruzione (Imb)”. Il funzionario ha aggiunto che il comitato per i lavori di ristrutturazione della chiesa ha accettato di attendere la sentenza del Tribunale amministrativo statale di Tanjungpinang (Ptun) a Batam su una causa relativa al progetto. Mesi fa, membri del movimento d’ispirazione islamista Karimun Regency Caring Alliance (Apkk) hanno citato in giudizio l’ente distrettuale che ha rilasciato i permessi per gli interventi edili nella chiesa.

L’altro ieri il prof. Mahfud MD, ministro coordinatore per gli Affari politici, legali e di sicurezza, ha annunciato che il caso era risolto, poiché tutte le parti avevano concordato di astenersi da qualsiasi azione possa aumentare le tensioni. I lavori nella chiesa sono interrotti da 13 giorni, dopo le proteste di membri dell'Apkk e del locale United Muslim Forum (Fuib). I due gruppi chiedono che l’edificio, costruito 92 anni fa da missionari olandesi, diventi “luogo d’interesse storico”. In questo modo, ogni intervento sarebbe vietato. Secondo quanto riferito dal parroco, p. Kristiono, gli islamisti hanno persino chiesto che la chiesa venga trasferita altrove.

La parrocchia ha ottenuto l’Imb lo scorso ottobre. Il comitato lavorava per ottenerlo sin dal maggio 2012, quando scrisse un appello per chiedere il sostegno della comunità locale (a maggioranza islamica). La parrocchia è riuscita a raccogliere 107 firme di residenti non cattolici di Tanjung Balai, che approvavano il progetto. Le firme sono richieste in base a un decreto ministeriale del 2006 sulle procedure per costruire luoghi di culto. Esso richiede ad ogni comunità religiosa di ottenere 90 firme dai suoi membri e altre 60 da altri residenti, prima della costruzione. Il 2 luglio 2012, l'ufficio distrettuale di Tanjung Balai emise una lettera in cui raccomandava la ristrutturazione.

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