Barche, scuole, orfanotrofi: un anno di aiuti Pime per lo tsunami

Raccolti oltre 2 milioni di euro dalla campagna Pime per le vittime del maremoto. In Tamil Nadu terminati i lavori di ricostruzione; ora servono fondi per coprire le spese impreviste nelle Andamane, dove le piogge monsoniche continuano a rallentare la ripresa.


Milano (AsiaNews) – Orfanotrofi, scuole, borse di studio, barche e sostegno psicologico. Sono solo alcuni degli interventi che il Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) ha portato a termine grazie alla sua campagna per le vittime dello tsunami, sostenuta anche da AsiaNews. In un anno sono stati raccolti 2.063.992 euro, che hanno coperto tutte le spese preventivate, ma non bastano ancora. Nelle Andamane, ad esempio, gli operai impegnati nei cantieri si ammalano in seguito al persistere delle piogge monsoniche, che rendono i lavori di ricostruzione più lenti e costosi.

Padre Davide Sciocco - direttore del Centro missionario Pime di Milano e tra i responsabili della campagna - spiega che "i fondi sono tutti stanziati, ma l'Istituto ha ancora bisogno di aiuto".

L'azione del Pime si è mossa da subito: nei giorni successivi al 26 dicembre 2004 gli aiuti sono stati diretti a interventi di prima necessità in India, Thailandia e Myanmar, quindi con acquisti di barche e attrezzatura da pesca nel Tamil Nadu - India del sud - aiuti a scuole e ostelli nelle isole Andamane e sostegno psicologico ai sopravvissuti in Thailandia.

"Siamo soddisfatti di come procede la realizzazione dei nostri progetti e soprattutto del grande coinvolgimento della popolazione – continua il missionario – ma ci sono stati degli imprevisti". "In Tamil Nadu abbiamo terminato uno dei due programmi di aiuto, mentre abbiamo problemi nelle isole Andamane, dove il persistere delle piogge monsoniche (che dovevano finire da 2 mesi) rallenta e fa aumentare i costi dei lavori di ricostruzione".

Secondo il progetto "Ricostruire le Isole Andamane e Nicobare", su un terreno di 12 ettari nella località di Manarghat – a circa 30 km dalla capitale dell'arcipelago Port Blair - sorgerà una struttura scolastica con un convitto per gli studenti: uno maschile, per circa 150 ragazzi, ed uno femminile con la stessa capienza. "Stiamo facendo il possibile per inaugurare gli edifici scolastici a luglio del 2006" fa sapere dalle Andamane p. Rodrigues della Società del Pilar.

Due giorni fa a Port Blair è stata posta la prima pietra di una scuola media gravemente danneggiata dallo tsunami e che, totalmente ricostruita, sarà in grado di ospitare circa 500 alunni. È previsto anche il sostegno agli studi per un periodo di 3 anni.

Sull'isola di Little Andaman e Car Nicobar invece è stata avviata la ricostruzione di 2 chiese con annessi centri comunitari. In programma anche la ricostruzione di 6 cappelle sull'isola di Little Andaman.

Padre Sciocco spiega che in questa zona due problemi hanno rallentato i lavori: le piogge monsoniche e la "lenta burocrazia" che dipende da un governo - quello centrale - "troppo lontano". A causa dei continui allagamenti e crolli lo scavo delle fondamenta degli edifici è stato molto difficoltoso. Il suolo fangoso ha reso ulteriormente pesante il lavoro degli operai, che spesso si ammalavano. Per la vicinanza all'aeroporto, la ristrutturazione integrale dell'edificio scolastico a Port Blair ha dovuto subire un articolato iter burocratico. Le pratiche sono state avviate al termine del mese di marzo, ma solo il 9 ottobre la competente autorità ha espresso parere positivo.

I partner locali del progetto sono i padri della Società del Pilar. La durata del progetto è di 3 anni.

Per avere un quadro completo dello stato di tutti i progetti della campagna Pime per lo tsunami consultare il sito http://www.pimemilano.com/.

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