Card. Bo: Il Partito comunista cinese è colpevole per la pandemia. Il popolo cinese è la prima vittima

L’arcivescovo di Yangon esige che il Pcc chiesa scusa al mondo intero e paghi i “danni per le distruzioni causate”. Il Pcc “è una minaccia per il mondo intero”. Il testo della dichiarazione pubblicato ieri sera sul sito della diocesi. "La verità vi farà liberi".


Yangon (AsiaNews) – “Il regime del Partito comunista cinese [Pcc] è il primo responsabile” della pandemia da coronavirus. “Ciò che ha fatto e ciò che non ha fatto” sta producendo “danni alle vite in tutto il mondo” e “il popolo cinese è la prima vittima” del virus, come è anche “prima vittima di questo regime repressivo”.

È l’accusa diretta e forte che il card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon esprime in una dichiarazione resa pubblica ieri sera alle 22.18 sul sito della diocesi (vedi qui). Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, originata a Wuhan (Hubei), una personalità ecclesiale si scaglia contro il regime cinese ritenendolo responsabile mondiale per i danni umani ed economici che la pandemia sta provocando.

Accusando in modo diretto “l’uomo forte Xi [Jingping]”, il card. Bo ricorda il modo in cui le autorità hanno silenziato dottori, giornalisti e intellettuali che lanciavano l’allarme già in dicembre, attendendo fino al 23 gennaio per isolare Wuhan e l’Hubei. Citando uno studio dell’università di Southampton, egli dice che “se la Cina avesse agito in modo responsabile una, due o tre settimane prima, il numero dei contagiati dal virus sarebbe stato minore rispettivamente del 66%, dell’86% e del 95%”.

Dalle accuse per aver provocato la pandemia e le richieste di “scuse e [del] pagamento dei danni per le distruzioni causate”, il porporato svolge un esame sulla “criminale negligenza e repressione” del regime comunista cinese, che opprime la libertà religiosa, distrugge migliaia di chiese, rinchiude in campi di lavoro forzato i musulmani, pratica espianto di organi dai prigionieri di coscienza, sopprime le libertà di avvocati, dissidenti, intellettuali.

Secondo il card. Bo, il Pcc “è una minaccia per il mondo intero”.

All’inizio egli ha richiamato il gesto di papa Francesco dello scorso 27 marzo, il cui il pontefice ha sottolineato che “siamo tutti sulla stessa barca”; alla fine egli chiede che “in nome della nostra comune umanità, non dobbiamo avere paura di rendere responsabile questo regime. I cristiani credono, con le parole dell’apostolo, Paolo [in realtà è l’apostolo Giovanni 8,32], "la verità vi farà liberi". Verità e libertà sono i due pilastri su cui tutte le nostre nazioni devono costruire dei fondamenti più sicuri e più forti”.

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