Vescovo coreano: "Scienza arrogante, ritorni umile davanti a Dio"

Il presidente della Commissione episcopale coreana per la bioetica, alla luce del caso Hwang Woo-suk, invita tutti "a riflettere sui valori che permeano la nostra società, che ci spingono ad usare qualunque mezzo per raggiungere i nostri obiettivi".


Seoul (AsiaNews) – La scienza moderna "è divenuta troppo arrogante" quando invece "dovrebbe essere umile davanti a Dio e riflettere se il suo apporto sia realmente utile allo sviluppo della vita umana".

Con queste parole mons. Francesco Saverio Ahn Myong-ok, vescovo della diocesi di Masan e presidente della Commissione episcopale per la bioetica, ha commentato i risultati delle recenti indagini che hanno rivelato la totale falsità della ricerca sulle cellule staminali condotta dal professor Hwang Woo-suk.

Una commissione di inchiesta dell'Università di Seoul ha infatti dichiarato le pubblicazioni di Hwang "intenzionalmente artefatte". Negli articoli incriminati Hwang aveva affermato di essere in grado di produrre cellule staminali clonate su misura utilizzando cellule di 11 pazienti afflitti da malattie ritenute finora incurabili, come il morbo di Parkinson, il diabete e lesioni del midollo spinale. L'obiettivo, diceva la relazione, era di curare in modo efficace queste malattie inserendo nei pazienti cellule staminali clonate in grado di ricreare tessuti sani.

Dopo queste rivelazioni "le ricerche di Hwang hanno perso ogni possibile giustificazione morale" e sono ancora più sbagliate "perché hanno solamente fatto crescere attese e speranze non giustificate in malati gravi".

"Noi coreani – ha concluso il vescovo – dobbiamo riflettere sui valori che permeano la nostra società, che ci fanno desiderare di usare ogni mezzo per raggiungere i nostri scopi. E' a causa di questi valori che tutta la nazione è stata entusiasta delle ricerche di Hwang anche se palesemente contrarie all'etica".

Il presule era dello stesso avviso già a giugno quando, dopo il clamore suscitato dalle "scoperte" di Hwang, aveva detto ad AsiaNews: "E' molto triste essere testimoni di questa situazione, in cui la tecnologia scientifica sfrutta la vita umana senza alcun riguardo per il senso morale".

Anche il cardinale Stephen Kim Sou-hwan, in un'intervista concessa il 23 dicembre scorso al settimanale dell'arcidiocesi di Seoul, ha sottolineato che il caso del prof. Hwang "non è un problema circoscritto al singolo individuo o a un gruppo, ma investe tutta la nostra società, che ha perso il valore dell'onestà". Il porporato, commosso fino alle lacrime, ha poi definito la falsificazione condotta dal ricercatore "una vergogna che non permette alla Corea neppure di sostenere lo sguardo del mondo".

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