La Giornata di preghiera in Indonesia: attenzione di tutti per l’umanità
di Mathias Hariyadi

 “Questo è un problema dell'intera umanità. E per tale questione globale dell'umanità nel momento più critico della nostra storia moderna, tutti sono chiamati dalla morale e dalla religione ad aiutarsi e sostenersi a vicenda”.


Jakarta (AsiaNews) – L'appello del Papa alla preghiera nella giornata di oggi, 14 maggio, promossa dall’Alto comitato della fratellanza umana, trova significativa eco in Indonesia, tra studiosi ed esponenti religiosi e politici.

Il professore Kiai Hajj Nazaruddin Umar (foto 2) della Grand Istiqlal Mosque, fondatore dell'organizzazione interreligiosa indonesiana “Masyarakat Dialog antar Umat Beragama”, viceministro degli affari religiosi (2011-2014), membro dell'Advisory Team UK-Indonesia e visiting scholar alla Shopia University, Tokyo (2001), la SOAS University di Londra (2001-2002) e la Georgetown University, Washington DC (2003-2004), parlando con AsiaNews afferma: "Abbiamo anche fatto lo stesso appello. Nel Consiglio indonesiano degli Ulema o nella MUI, tale appello è stato anche portato a tutti i membri e all'intera comunità musulmana in tutta la nazione".

Perché l’appello è importante?

“Questo è un problema dell'intera umanità. E per tale questione globale dell'umanità nel momento più critico della nostra storia moderna, tutti sono chiamati dalla morale e dalla religione ad aiutarsi e sostenersi a vicenda”.

“Nessuno – aggiunge - può fare tutto, ma tutti dovrebbero essere fianco a fianco. Ed è per questo che l’appello del Papa alla preghiera e a fare cose buone per gli altri significa che siamo chiamati spiritualmente e moralmente a praticare tale umanità nella società”.

Kiai Hajj Yahya Cholil Staquf, (foto 3) illustre studioso musulmano e co-fondatore del  movimento "Islam umanitario" che cerca di riformare i principi obsoleti dell'ortodossia islamica che ingiunge l'odio religioso, la supremazia e la violenza, riportando la rahmah (amore universale e compassione) al suo legittimo posto di messaggio primario dell'Islam, in una conversazione telefonica con AsiaNews ha detto di sostenere "fermamente l'iniziativa del Papa di chiamare oggi alla preghiera mondiale per chiedere la grazia e la misericordia di Dio per porre fine a questa pandemia”.

"In qualità di membro esecutivo del PBNU (Pengurus Besar Nahdlatul Ulama, il Grand Leadership della NU) - aggiunge - tutti i membri del Nahdlatul Ulama sono stati coinvolti per rispondere a tale appello. Non solo in questo momento speciale in cui i leader internazionali, incluso il Papa, hanno fortemente sostenuto lo stesso appello, ma fin dal momento iniziale della pandemia”.

Perché  tale appello nazionale a pregare per tutti i membri della NU diventa importante?

“Questo Covid-19 non conosce confini e non conosce preferenze. Tutti stanno diventando facili ‘bersagli’ della diffusione del virus. Quindi, in questo momento cruciale in cui tutti sono soggetti a questo virus mortale, siamo - come esseri umani - chiamati spiritualmente dai nostri insegnamenti religiosi a diventare più  consapevoli della nostra stessa natura di esseri umani ”.

“Dobbiamo adottare il vero insegnamento della nostra religione fondamentale secondo cui ora è urgentemente necessario il benessere spirituale per tutte le persone, non quale religione ognuno segua. Tutti noi esseri umani che dovremmo adottare i valori fondamentali di qualsiasi religione: la spiritualità dell'essere sociale, tollerante e amichevole con gli altri”.

“L’appello del Papa a pregare e fare cose buone per gli altri è quindi la vera ‘cosa reale’ di tale spiritualità". “Questa spiritualità non appartiene agli individui, ma dovrebbe essere adottata da tutta la società, come auspicato da Papa Francesco e dal Grande imam di Al Azhar e poi rilanciato dall’Alto comitato”.

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