Yangon, pastore canadese celebra una funzione e si ammala di Covid-19: arrestato

Da ieri è agli arresti il 43enne David Lah, nato in Myanmar ma cittadino canadese. In violazione al lockdown egli ha organizzato il 7 aprile una funzione religiosa. Decine di persone hanno contratto il coronavirus. Egli rischia fino a tre anni di galera, si trova in carcere in attesa di processo. Alla celebrazione era presente anche il vice-presidente (cristiano) birmano Henry Van Thio. 


Yangon (AsiaNews/Agenzie) - Le autorità birmane hanno arrestato ieri un pastore di origini canadesi, per aver tenuto una funzione religiosa in violazione al divieto di cerimonie pubbliche nel contesto delle misure adottate per arginare la pandemia di nuovo coronavirus. Decine di persone presenti alla funzione, fra le quali lo stesso leader religioso protestante, si sarebbero poi ammalate di Covid-19 a causa dell’incontro ravvicinato in occasione della celebrazione. 

Il 7 aprile scorso a Mayangone, cittadina dell’area urbana di Yangon, il pastore David Lah, 43enne canadese nato in Myanmar, ha organizzato una funzione di preghiera per la propria comunità. Secondo quanto emerge da un video, durante il rito egli ha affermato che la fede cristiana avrebbe protetto i presenti dal virus. 

Qualche tempo dopo, sia Lah che una ottantina di fedeli della sua comunità sono risultati postivi alla malattia. Una vicenda simile a quella occorsa in Corea del sud, dove la gran parte dei primi contagi sono avvenuti all’interno della setta cristiana Shincheonji. 

In base agli ultimi dati aggiornati, in Myanmar - nazione a larghissima maggioranza buddista, dove i cristiani sono circa il 6% - vi sono 199 casi confermati di Covid-19 e sei vittime ma i numeri potrebbero essere sottostimati. Secondo gli esperti una diffusione avrebbe effetti disastrosi tanto da paventare il pericolo di una catastrofe sanitaria. Un contesto critico definito “via Crucis dell’umanità e sfida per la fede”, alla cui origine vi sarebbe per il card Charles Bo il Partito comunista cinese “colpevole” della pandemia, mentre il popolo è vittima. 

Dopo aver trascorso due settimane di quarantena al City Hotel Yangon, ieri la polizia ha fatto irruzione nell’albergo e ha arrestato il pastore Lah; nel corso della giornata egli si è presentato davanti ai giudici del tribunale di Mayangone, che hanno formalizzato il capo di accusa al leader cristiano e ad altri tre esponenti della comunità secondo quanto previsto dalla Natural Disaster and Management Law. Se riconosciuto colpevole, egli rischia fino a tre anni di prigione. La corte ha disposto la custodia cautelare in carcere dal 20 maggio al 3 giugno, in attesa del processo. 

Interpellato dall’Afp un funzionario di polizia, dietro anonimato, ha spiegato che l’arresto di Lah “è stato rimandato” nelle scorse settimane “perché egli si stava rimettendo dopo aver contratto la malattia”. Assieme a lui finiranno a processo altre tre pastori cristiani - aw Kwe Wah, Saw Regeandy e Wai Tun - anch’essi ammalati ma ormai guariti e nel pieno delle forze. 

In seguito ai contagi le autorità hanno disposto una serie di controlli a tappeto sui fedeli e le persone entrate in contatto con il pastore. Fra queste vi è anche il vice-presidente (cristiano) del Myanmar Henry Van Thio, che aveva partecipato alla funzione religiosa del 7 aprile scorso.

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