Il ciclone Amphan lascia migliaia di bangladeshi senza acqua potabile (Foto)
di Sumon Corraya

L’acqua del mare ha invaso bacini di raccolta, pozzi e falde acquifere, provocando una catastrofe sanitaria. Molte persone si ammalano di dissenteria. Il governo non riesce a intervenire nelle aree più colpite. La Caritas distribuisce un purificatore al cloro inventato in Svizzera.

 


Satkhira (AsiaNews) – Il ciclone Amphan ha danneggiato in modo grave le fonti idriche del Paese, e larga parte della popolazione, soprattutto nelle aree costiere, non ha ora accesso all’acqua potabile.

Amphan ha colpito Bangladesh e India il 20 maggio, provocando enormi devastazioni. Una ventina di persone hanno perso la vita; in migliaia hanno dovuto abbandonare le proprie case. Questa è la stagione dei monsoni nel subcontinente indiano. Nel pomeriggio, l’India occidentale sarà sferzata da Nisarga, un nuovo ciclone proveniente dal Mar Arabico.

Spinta da Amphan, l’acqua salmastra ha invaso bacini di raccolta, pozzi e falde acquifere, provocando una catastrofe sanitaria in Bangladesh. “La mancanza di acqua potabile sta creando più problemi di quella del cibo. Molte persone si ammalano di dissenteria o hanno problemi intestinali”, dice ad AsiaNews Samsur Rahaman, un abitante di Satkhira.

Arshed Ali, capo del Dipartimento pubblico di ingegneria sanitaria, spiega che pozzi e falde acquifere sono depurati con impianti di trattamento mobili. Insieme a taniche di acqua, sono distribuite anche pastiglie per la purificazione: “Il problema è che molte aree del Paese non sono accessibili, e noi riusciamo a raggiungere solo i rifugi che ospitano gli sfollati”.

Anche la Chiesa cattolica sta dando il suo contributo. Mamun Sirajum Manir Chowdhury, responsabile di un programma di sanificazione delle acque lanciato dalla Caritas di Khulna, racconta che la sua agenzia ha soccorso 22mila persone distribuendo un purificatore al cloro inventato in Svizzera.

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