Tel Aviv, Covid-19 e crisi economica: migliaia in piazza contro Netanyahu

Nel fine settimana, piazza Rabin si è riempita di dimostranti che hanno manifestato contro la politica economica e la gestione dell’emergenza. In prima fila giovani e piccoli imprenditori, da mesi senza stipendio. Almeno 20 persone fermate dalla polizia. Nel Paese tornano a crescere i contagi.


Tel Aviv (AsiaNews/Agenzie) - Diverse migliaia di persone - fino a 80mila secondo alcune fonti non ufficiali - sono scese in piazza nel fine settimana, con la mascherina ma senza distanziamento come in altre occasioni, per protestare contro il premier Benjamin Netanyahu e il suo governo. La sera dell’11 luglio, piazza Rabin, cuore di Tel Aviv, si è riempita di persone che hanno manifestato la loro opposizione alla politica economica dell’esecutivo, la gestione dell’emergenza Covid-19 e i mancati sostegni a imprese e privati. 

La piazza era affollata di giovani e di piccoli imprenditori, anima della protesta contro il governo che non avrebbe ancora stanziato - a distanza di mesi - gli indennizzi promessi per superare la crisi economica innescata dal coronavirus. Fra gli slogan e i canti intonati dalla piazza vi è anche: “Corrotti, siamo stanchi di voi”. 

Alle manifestazioni hanno aderito professionisti del settore agroalimentare e della ristorazione, personalità del mondo dello spettacolo, dello sport, addetti del comparto del turismo e altri ancora. Il crollo delle attività ha fatto impennare il tasso di disoccupazione; alcune famiglie sarebbero sull’orlo della fame. E i finanziamenti tanto sbandierati da Netanyahu non sono mai arrivati, a differenza dei lavoratori del pubblico e dei salariati che hanno visto i loro introiti garantiti dallo Stato per tutti questi mesi. Michal Gaist-Casif, vice-presidente di una azienda che produce luci e suoni, racconta di “40 lavoratori senza stipendio, rimasti senza una lira”. Il governo deve “iniettare denaro” fino a che la situazione “non torna alla normalità: non lavoriamo da metà marzo e ad agosto la situazione rischia di essere catastrofica”. 

In parallelo alla manifestazione dell’11 luglio, sono seguite marce per le strade delle principali città, blocchi e picchetti di protesta, promossi dal movimento “Bandiere nere” che chiede con insistenza le dimissioni di Netanyahu, incriminato per corruzione, frode e abuso di potere. Fonti locali riferiscono che la polizia ha arrestato oltre 20 persone in seguito agli scontri divampati tra forze dell’ordine e dimostranti. Diverse persone sono state interrogate e due, incarcerate, saranno processate per direttissima. 

Ieri il ministro israeliano delle Finanze Yisrael Katz ha detto di capire “le accuse e il dolore dei manifestanti”, annunciando una “rete di sicurezza economica” per dipendenti e lavoratori autonomi entro il prossimo anno. In questi mesi, la disoccupazione ha toccato quota 21% e molti israeliani sono convinti che il governo non abbia fatto abbastanza per compensare le centinaia di migliaia di persone che hanno perso il loro lavoro e gli introiti per chiusure e restrizioni. 

Di recente Israele ha registrato una nuova escalation nei contagi, con 1.500 casi confermati il 10 luglio. Finora le vittime di Covid-19 sono 354.

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