Il Pime vittima di hacker cinesi, insieme a Vaticano e Missione di studio in Hong Kong
di Bernardo Cervellera

Una compagnia privata americana, la “Recorded Future” ha scoperto l’operazione di spionaggio sulla posta della Segreteria di Stato, sulla diocesi di Hong Kong, sulla Missione di studio della Santa Sede a Hong Kong, che agisce come una quasi-nunziatura. La posta del Pime non ha funzionato per settimane. Il sito di AsiaNews ha avuto degli attacchi, ma non ha subito danni. L’operazione di spionaggio è opera della RedDelta, legata al governo cinese. La “Recorded Future” non sembra avere rapporti con l’amministrazione Trump. Spionaggio e hacker: un problema internazionale con cui convivere.


Roma (AsiaNews) – Hacker cinesi si sono infiltrati nel server del Vaticano e nella rete della Santa Sede fino alla Missione di studio di Hong Kong. Fra le vittime vi sarebbe anche il Pime (Pontificio istituto missioni estere) di Milano. Il sito di AsiaNews, che ha un server speciale e autonomo non è stato colpito, anche se i webmaster hanno notato nelle scorse settimane alcuni tentativi anonimi di attacco, andati a vuoto.

L’attacco è stato scoperto dalla compagnia privata di monitoraggio del web, “Recorded Future”, con base a Somerville (Massachusetts).

Nel suo rapporto, reso pubblico in questi giorni (vedi qui), la “Recorded Future” spiega che gli attacchi sono cominciati lo scorso maggio e grazie all’uso di lettere della Segreteria di Stato, gli hacker sono riusciti ad inserire un malware che ha loro permesso di entrare nella posta della diocesi di Hong Kong, della Missione di studio ( che agisce come una specie di nunziatura per la Cina) e nella posta del Vaticano.

Secondo la "Recorded Future", l’attacco è stato opera di un gruppo chiamato RedDelta, che è sponsorizzato dallo Stato cinese. La compagnia Usa ritiene che l’attacco sia legato al tentativo di carpire segreti e spiare la posizione vaticana nell’imminenza di un possibile incontro fra delegazioni della Santa Sede e della Cina, che avrebbe come tema il rinnovo dell’Accordo provvisorio sulle nomine dei vescovi, firmato due anni fa e che scade il prossimo settembre.

Finora da parte del Vaticano non vi è stato alcun commento. Il fatto però rischia di alimentare l’opinione secondo cui “il partner cinese dell’Accordo non è affidabile”.

L’attacco alla posta del Pime sarebbe avvenuto in giugno. Il segretario generale del Pime, p. Marco Villa, ha comunicato a tutti i membri malfunzioni e blocchi nella posta per settimane. In passato si erano verificati blocchi solo per brevissimi momenti.

AsiaNews ha un server indipendente da quello del Pime proprio per motivi di sicurezza. Secondo i nostri webmaster della Glacom (Global Accelerationist Company), nelle scorse settimane vi sono stati “strani” black-out e difficoltà nell’uso del server, che ha permesso a singhiozzo la pubblicazione delle notizie, ma almeno finora non è successo nulla di grave.

AsiaNews, come diversi siti critici del regime cinese, è oscurato in Cina, anche se le notizie del sito circolano in Cina attraverso i social e i proxy server.

Nel suo rapporto, Recorded Future offre anche un’analisi della mossa degli hacker, citando il progetto di controllo che la Cina attua sulle religioni.

La scoperta dell’operazione di spionaggio accade in un momento in cui le tensioni fra Cina e Stati Uniti sono ad un livello molto alto, e coinvolgono le accuse che gli Usa rivolgono alla Cina sulla libertà religiosa coartata per cristiani, uiguri, tibetani, ecc.

Il New York Times però, esclude che il rapporto della “Recorded Future”, opera di privati, abbia qualche legame con l’amministrazione Trump.

Una personalità vaticana ha commentato: “Dire che la Cina spia il Vaticano è come scoprire l’acqua calda: ormai lo spionaggio e gli hacker sono divenuti un problema internazionale con cui convivere”.

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