Hong Kong, ‘incitano alla secessione’: primi arresti con la nuova legge sulla sicurezza

Tra i quattro arrestati compare anche Tony Chung, leader del gruppo indipendentista Studentlocalism. Polizia: Volevano stabilire una repubblica e unire tutte le forze pro-indipendenza. I quattro rischiano l’ergastolo. Le autorità hanno dato il via a una stretta repressiva. Timori di Carrie Lam per una possibile vittoria dei democratici alle elezioni.


Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Quattro studenti del gruppo indipendentista Studentlocalism sono stati arrestati ieri con l’accusa di aver incitato la secessione. Sono i primi fermi di natura politica in base alla nuova legge sulla sicurezza voluta da Pechino, che prevede i reati di separatismo, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere. 

La normativa, entrata in vigore il 30 giugno, attribuisce ampi poteri alla polizia per reprimere attività che minacciano la sicurezza nazionale.  Il Partito comunista cinese afferma di averla imposta per ristabilire l’ordine; il fronte anti-Pechino, che da oltre un anno manifesta per la democrazia ad Hong Kong e per il mantenimento del suo sistema liberale, accusa invece la leadership cinese di voler soffocare le aspirazioni della popolazione.

Il neonato Dipartimento per la sicurezza nazionale delle Forze dell’ordine dichiara di aver arrestato i quattro giovani, tra cui Tony Chung, coordinatore di Studentlocalism, per le idee espresse nei loro profili social. Nei post, sostiene la polizia, essi affermano di voler usare ogni mezzo per stabilire una repubblica a Hong Kong e di voler unire tutti i gruppi indipendentisti.

Il Dipartimento nota che, secondo l’articolo 21 del provvedimento sulla sicurezza, fare dichiarazioni che promuovono la “secessione” equivale a incitamento, e l’arresto può scattare anche se il responsabile dell’atto non è motivato da tale intenzione.

 I quattro studenti, che hanno tra i 16 e i 21 anni, rischiano ora l’ergastolo. A salvarli non è bastata la decisione, presa poco prima dell’approvazione della nuova legge, di sciogliere Studentlocalism a Hong Kong, e di demandare la lotta indipendentista ai suoi affiliati all’estero.

L’adozione della normativa ha dato il via a una stretta repressiva nel territorio semi-autonomo. Per timore di subire una dura sconfitta alle elezioni parlamentari di settembre, Carrie Lam – capo dell’esecutivo cittadino – potrebbe posporre poi il voto per motivi sanitari legati alla pandemia di coronavirus. I partiti pro-Pechino temono che il movimento democratico possa ottenere la maggioranza nel Legco, avendo già vinto a man bassa le elezioni distrettuali lo scorso novembre.