In Vietnam prime due vittime di Covid-19, si allarga il focolaio di Da Nang
di Ngoc Lan

Crolla il mito del Paese con zero vittime, dopo mesi di gestione mirata della pandemia. Epicentro della malattia il cuore turistico e commerciale nel centro del Paese con 93 contagi. I malati hanno un’età fra i 27 e gli 87 anni. Identificate, e isolate, oltre 6mila persone che hanno avuto contatti con gli infetti.


Hanoi (AsiaNews) - In Vietnam crolla il mito del contenimento della pandemia di nuovo coronavirus, con le prime due vittime e un picco di contagi negli ultimi sette giorni mai registrato prima. Epicentro dell’epidemia la città costiera e turistica di Da Nang, nel centro del Paese. Secondo i dati ufficiali, dal 25 al 31 luglio il bilancio è di 93 infezioni da Covid-19. Nel dettaglio, 79 casi sono originati a Da Nang, uno nella provincia di Quảng Ngãi, otto nella provincia di Quảng Nam, un caso nella provincia di Dak Lak, tre casi a Hồ Chí Minh City e due ad Hanoi; tutti questi derivano dall’unico focolaio di Da Nang. 

Nella città del centro-Vietnam, cuore turistico e commerciale della nazione, ospedali e cliniche hanno analizzato 4,519 campioni nell’ultima settimana. Di questi, almeno 79 sono risultati positivi per nuovo coronavirus e riguardano persone fra i 27 e gli 87 anni. 

Dalle prime informazioni emerge che i contagi riguardano malati, familiari e visitatori di un ospedale di Da Nang, dal quale si sarebbe originato il contagio; una parte dei pazienti, risultata negativa, è stata isolata rispetto agli altri reparti coinvolti da infezioni. In risposta all’emergenza, la sera del 30 luglio l’amministrazione locale ha deciso di allestire un “ospedale di emergenza” (bệnh viện dã chiến). Il ministero della Sanità ha inoltre creato un “quartier generale che rappresenta la prima linea” nella lotta e nel contenimento della pandemia in città. 

Al 30 luglio, le autorità avevano identificato almeno 6665 persone che avevano avuto contatti con il paziente 1 e il paziente 2; di questi, almeno 6018 sono finiti nei centri di isolamento. Si tratta di medici, parenti dei malati, dipendenti, guardie della sicurezza e anche il personale della mensa dell’ospedale di ortopedia e riabilitazione del nosocomio locale. In aggiunta, altre 4405 persone sono recluse in aree di “isolamento concentrato”, “centri medici” dei distretti, o a casa. 

Negli ultimi tre mesi di maggio, giugno e luglio circa 82mila persone hanno visitato la città di Da Nang per lavoro o divertimento. Al momento il focolaio della pandemia è localizzato nel reparto di ortopedia e riabilitazione dell’ospedale di Da Nang, mentre le autorità stanno rafforzando l’opera di tracciamento dei possibili contagi. Ad oggi la capacità massima è di 7mila test giornalieri. 

Testimoni locali riferiscono ad AsiaNews che centinaia di studenti dell’università di Ingegneria e Medicina di Da Nang e di Farmacia di Hue hanno contribuito all’opera di prevenzione e di controllo della pandemia divampata nel centro del Paese. Il ministero della Sanità ha inviato 10 unità di sostegno alla respirazione, spesso usate per contrastare gli effetti a livello polmonare del Covid-19. “Al momento - spiega una fonte - non è stato ancora individuato il paziente 0, all’origine del focolaio. Da Nang è una delle città più importanti del Vietnam, ma da dove è arrivato il virus?”.

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