Segretario Onu: Il mondo non può permettersi una nuova guerra fredda fra Cina e Usa

All’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres mette in guardia dal rischio di dividere il pianeta secondo le due grandi economie, che possono portare a divisioni geostrategiche e militari. Gli interventi di Donald Trump e di Xi Jinping: la sfida fra “due bulli”. Stati Uniti e Cina non partecipano ad un’alleanza di 156 nazioni per la creazione di un vaccino anti-Covid anche per i Paesi poveri.


New York (AsiaNews) – Il mondo sta prendendo una “pericolosissima direzione”: quella di una nuova Guerra fredda fra Cina e Stati Uniti. L’avvertimento è del Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres che due giorni fa, all’apertura dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha messo in guardia tutti i Paesi da possibili futuri drammi e divisioni.

Quest’anno, a causa della pandemia da Covid-19, la grande sala è vuota e gli interventi di oltre 100 capi di Stato, più altre personalità, avvengono via video.

Senza citare direttamente Pechino e Washington, Guterres ha detto che “il nostro mondo non può permettersi un futuro dove le due più grandi economie dividano il pianeta con un’enorme frattura – ognuno con le sue regole commerciali, finanziarie, su internet e sulle capacità dell’intelligenza artificiale”.

“I rischi di una divisione tecnologica ed economica – ha aggiunto - portano in modo inevitabile a una divisione geostrategica e militare. Dobbiamo evitare questo ad ogni costo”.

Due giorni fa, gli interventi in video dei due leader – Donald Trump e Xi Jinping – hanno mostrato il loro profondo disaccordo su molti aspetti: dalla cooperazione internazionale, alla gestione della pandemia, fino al riscaldamento climatico.

Il presidente Usa si è scagliato contro la Cina accusata di aver lasciato diffondere il Covid-19 con i suoi silenzi e la sua influenza sull’Organizzazione mondiale della sanità e ha accusato Pechino di essere il Paese più inquinante, ma di fare poco per la pulizia del pianeta.

Da parte sua, con un intervento che diversi analisti hanno definito “da bravo ragazzo”, Xi Jinping ha detto che il suo Paese vuole difendere il multilateralismo; che entro il 2060 ridurrà le emissioni di carbone; che userà il dialogo e il negoziato per “ridurre le differenze” fra le nazioni.

In una dichiarazione al Scmp, Diana Fu, professore di scienze politiche all’università di Toronto, ha descritto i due interventi come la sfida fra “due bulli”.

“Il bullo americano, personificato da Trump, attacca in modo evidente il suo rivale bollandolo come un virus globale… L’altro attacca il suo oppositore dicendo a parole che difende il multilateralismo, ma in realtà gioca con le sue proprie regole”.

Un esempio di quanto Cina e Stati Uniti siano simili, lo si vede da un fatto: entrambi non partecipano ad un’alleanza per la produzione di un vaccino anti-Covid che possa essere distribuito al mondo (e soprattutto ai Paesi poveri). Tre giorni fa l’Oms ha proposto uno schema globale per la produzione di futuri vaccini, a cui hanno aderito 156 nazioni, ma né Stati Uniti, né Cina hanno finora aderito. Entrambi le due superpotenze preferiscono assicurare anzitutto il vaccino per sé e poi distribuirlo ai “Paesi amici”.

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