Mandato di arresto per Nathan Law e Sunny Cheung, attivisti in esilio: hanno partecipato alla veglia per Tiananmen
di Paul Wang

Nathan Law è fuggito in Gran Bretagna; Sunny Cheung non ha rivelato il suo luogo di rifugio. I due, insieme ad altre 24 personalità del movimento democratico sono accusati di aver partecipato alla veglia, violando il divieto imposto dalla polizia per motivi “sanitari”, legati al Covid-19.


Hong Kong (AsiaNews) – Un mandato di arresto è stato emesso ieri contro due attivisti per la democrazia, Nathan Law e Sunny Cheung, al presente in esilio. Il crimine di cui sono accusati è di aver partecipato alla veglia del 4 giugno in commemorazione delle vittime del massacro di Tiananmen del 1989. La veglia era stata proibita dalle autorità per motivi di salute, legati al Covid-19. Sfidando il divieto, alla veglia hanno partecipato alcune migliaia di persone, tutti con mascherina al volto e a distanza di sicurezza.

Nathan Law, già leader di Occupy Central e parlamentare, è fuggito in Gran Bretagna verso la fine di giugno, prima che fosse varata la legge sulla sicurezza. Anche Sunny Cheung ha lasciato Hong Kong, ma per ragioni di sicurezza non ha comunicato il suo luogo di rifugio.

Insieme ai due esiliati, sono accusate altre 24 persone del movimento democratico, fra i più in vista. Fra questi: Lee Cheuk-yan, sindacalista e parlamentare; Jimmy Lai, fondatore del giornale “Apple Daily”; Joshua Wong, giovane leader del movimento, e molti altri.

Lee Cheuk-yan, capo dell’Alleanza a sostegno dei movimenti democratici e patriottici, organizzatrice della veglia, è accusato anche di aver tenuto un’assemblea non autorizzata.

Fino a pochi mesi fa forse non ci sarebbe mai stato un mandato simile. Ma ora, dopo il varo della legge sulla sicurezza, voluta da Pechino per il territorio, i “crimini” vengono perseguiti con maggior zelo. Ieri, davanti alla Corte di West Kowloon, che ha emesso i mandati di arresto, un gruppo guidato da Lee Cheuk-yan - insieme a diversi degli accusati  (foto 2) - ha tenuto una dimostrazione esibendo cartelli con la scritta “Opponiamoci alle accuse politiche” e "Gli innocenti piangono il 4 giugno" (foto 3).