Papa: Giornata missionaria mondiale, padre Maccalli, una preghiera per la Libia

All'Angelus, papa Francesco ricorda i missionari "tessitori di fraternità". Incoraggiamento e sostegno ai pescatori fermati da più di un mese in Libia e ai loro familiari. Un lungo silenzio di preghiera per il dialogo e la pace in Libia. Nella frase di Gesù su Dio e Cesare, "il criterio della distinzione tra sfera politica e sfera religiosa, ma emergono chiari orientamenti per la missione dei credenti di tutti i tempi". "Essere presenza viva nella società, animandola con il Vangelo e con la linfa vitale dello Spirito Santo". Il credente è "protagonista di un servizio d’amore in favore del bene comune".


Città del Vaticano (AsiaNews) – Un ricordo della Giornata missionaria mondiale, che in Italia si celebra oggi; un apprezzamento e un applauso per p. Pier Luigi Maccalli, missionario Sma (Società delle Missioni africane, rapito in Niger due anni fa da gruppi legati ad Al Qaeda, e liberato in Mali all’inizio di ottobre; una preghiera per il dialogo e la pace in Libia, dopo aver citato i 12 pescatori siciliani sequestrati dalle truppe del generale Khalifa Haftar per aver – a detta dei sequestratori – violato le acque territoriali libiche. Sono alcuni dei punti che papa Francesco ha toccato oggi nel salutare i gruppi di fedeli riuniti in piazza san Pietro, subito dopo la recita dell’Angelus quest’oggi.

"Oggi - ha detto Francesco - celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale, che ha per tema 'Eccomi, manda me. Tessitori di fraternità'. È bella questa parola 'tessitori': ogni cristiano è chiamato ad essere un tessitore di fraternità. Lo sono in modo speciale i missionari e le missionarie – sacerdoti, consacrati e laici – che seminano il Vangelo nel grande campo del mondo. Preghiamo per loro e diamo a loro il nostro sostegno concreto. In questo contesto desidero ringraziare Dio per la tanto attesa liberazione di Padre Pier Luigi Maccalli... – lo salutiamo con questo applauso! – che era stato rapito due anni fa in Niger. Ci rallegriamo anche perché con lui sono stati liberati altri tre ostaggi. Continuiamo a pregare per i missionari e i catechisti e anche per quanti sono perseguitati o vengono rapiti in varie parti del mondo".

Subito dopo, il pontefice ha aggiunto: "Desidero rivolgere una parola di incoraggiamento e sostegno ai pescatori fermati da più di un mese in Libia e ai loro familiari. Affidandosi a Maria Stella del Mare mantengano viva la speranza di poter riabbracciare presto i loro cari. Prego anche per i diversi colloqui in corso a livello internazionale, affinché siano rilevanti per il futuro della Libia. Fratelli e sorelle, è giunta l’ora di fermare ogni forma di ostilità, favorendo il dialogo che porti alla pace, alla stabilità e all’unità del Paese. Preghiamo insieme per i pescatori e per la Libia, in silenzio". E il papa e i pellegrini nella piazza sono piombati in un silenzio piuttosto lungo.

In precedenza, papa Francesco si è soffermato sul vangelo di oggi (Matteo 22,15-21) e sulla risposta di Gesù alle domande piene di “ipocrisia” dei suoi avversari.

La replica di Gesù («Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»), “da una parte, riconosce che il tributo a Cesare va pagato, perché l’immagine sulla moneta è la sua; ma soprattutto ricorda che ogni persona porta in sé un’altra immagine, quella di Dio, e pertanto è a Lui, e a Lui solo, che ognuno è debitore della propria esistenza”.

“In questa sentenza di Gesù – ha continuato - si trova non solo il criterio della distinzione tra sfera politica e sfera religiosa, ma emergono chiari orientamenti per la missione dei credenti di tutti i tempi, anche per noi oggi. Pagare le tasse è un dovere dei cittadini, come anche l’osservanza delle leggi giuste dello Stato. Al tempo stesso, è necessario affermare il primato di Dio nella vita umana e nella storia, rispettando il diritto di Dio su ciò che gli appartiene.

Da qui deriva la missione della Chiesa e dei cristiani: parlare di Dio e testimoniarlo agli uomini e alle donne del proprio tempo. Ognuno, in forza del Battesimo, è chiamato ad essere presenza viva nella società, animandola con il Vangelo e con la linfa vitale dello Spirito Santo. Si tratta di impegnarsi con umiltà, e al tempo stesso con coraggio, portando il proprio contributo all’edificazione della civiltà dell’amore, dove regnano la giustizia e la fraternità.

Questa missione dei discepoli del Signore, in particolare dei fedeli laici, chiede di essere attuata in piena fedeltà ai valori spirituali e trascendenti, in comunione con i Pastori. L’appartenenza a Cristo, e lo stile di vita che ne scaturisce, non isolano il credente dal mondo, anzi, lo rendono protagonista di un servizio d’amore in favore del bene comune. La testimonianza dei santi mostra che la fede spinge a dedicarsi generosamente, pagando di persona, alla promozione e alla difesa della dignità umana, in cui è impressa l’immagine di Dio”.

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