Raid israeliani in Siria, uccisi cinque soldati governativi e 11 miliziani filo-iraniani

Una serie di attacchi ha centrato obiettivi nel settore orientale del Paese, da Deir Ezzor fino al deserto di Boukamal, al confine con l’Iraq. Fra le vittime: Pasdaran iraniani, libanesi di Hezbollah e la Brigata Fatimid. Nel 2020 l’aviazione israeliana ha colpito 50 volte in territorio siriano. 


Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Una serie di raid notturni dell’aviazione israeliana ha centrato depositi e postazioni militari nel settore orientale della Siria, uccidendo almeno cinque soldati dell’esercito regolare e altri 11 combattenti di milizie alleate a Damasco. È quanto riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui i caccia con la stella di David hanno compiuto oltre 18 attacchi nei confronti di target multipli. 

Teatro delle operazioni militari, come altri avvenuti nel recente passato con vittime e feriti, l’area est del Paese che va dalla cittadina di Deir Ezzor fino al deserto di Boukamal, nei pressi del confine con l’Iraq. Oltre ai soldati governativi, nel raid sarebbero morti 11 combattenti alleati appartenenti ai Pasdaran iraniani, i libanesi di Hezbollah e la Brigata Fatimid, che include anche combattenti afghani filo-Teheran anche se non vi sono conferme ufficiali circa la loro nazionalità. 

L’agenzia ufficiale siriana Sana ha dato notizia dell’attacco, senza fornire ulteriori dettagli. “All’1 e 10 di notte - si legge in una nota - il nemico israeliano ha compiuto una serie di attacchi sulla città di Deir Ezzor e la regione di Boukamal”. Citando una fonte militare, il comunicato aggiunge che “il risultato dell’aggressione è oggetto di valutazione”. 

Quella della notte è la seconda operazione militare dell’aviazione israeliana in Siria in meno di una settimana. In precedenza i caccia avevano colpito il 7 gennaio scorso alcune postazioni nel sud del Paese e a sud della capitale, Damasco, uccidendo tre miliziani filo-iraniani.

In passato Israele ha potuto compiere numerosi attacchi in territorio siriano e libanese, grazie al disco verde ricevuto dal presidente Usa Donald Trump, che durante i quattro anni di mandato ha stretto una forte alleanza con il premier Benjamin Netanyahu. Solo in Siria, nel 2020 si sono registrate 50 operazioni contro obiettivi strategici secondo fonti militari israeliane. Si attende di capire quali saranno le politiche della nuova amministrazione guidata dal democratico Joe Biden che, secondo alcuni, potrebbe riaprire il tavolo delle trattative e modificare il quadro delle alleanze e degli equilibri nel settore mediorientale. 

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