Il Kumbh Mela e l’epidemia di Covid

Il più grande raduno al mondo si concentra quest’anno a Haridwar nell’Uttarakhand. Si teme un enorme incremento di infezioni. Nello Stato sono state registrate anche infezioni della “variante inglese”, più contagiosa. Da domani inizia la campagna di vaccinazione, con vaccini “made in India”.


New Delhi (AsiaNews) – Da ieri è cominciato uno dei più grandi raduni al mondo, la Kumbh Mela, che raduna milioni di devoti indù sulle rive del Gange. Pregando e bagnandosi nelle acque divine, i fedeli acquistano la moksha, la purificazione e la liberazione dal ciclo di nascite e morte.

Il Kumbh Mela dura fino al mese di aprile e quest’anno ha come centro la città di Haridwar nell’Uttarakhand. Le autorità sono preoccupate perché le grandi massa di persone che si riversano sulle rive del fiume possono provocare un enorme incremento di infezioni da Covid-19. Per i festival indù, il governo ha già diramato mesi fa alcune indicazioni: test obbligatori; divisione dei milioni di pellegrini in gruppi più piccoli; mantenere il distanziamento sociale; portare maschera chirurgica; disinfettare gli ambienti; ecc. Ma fin dal primo giorno ad Haridwar si vedono fedeli senza mascherina, persone ammucchiate.

Ad accrescere i timori delle autorità è che proprio nell’ Uttarakhand in questi giorni si registrano infezioni da coronavirus della “variante inglese”, considerata più contagiosa. Nella giornata di ieri, lo Stato ha registrato 154 nuovi casi. Nel Paese, di 1,3 miliardi di abitanti, si contano finora oltre 10,5 milioni di infettati, con 151.918 morti.

Domani, con un discorso alla nazione, il premier Narendra Modi darà inizio alla campagna di vaccinazione. Da domani, dalle 9 alle 17, in ospedali, dispensari rurali, cliniche private si potrà ricevere l’iniezione di vaccino “made in India” secondo l’ordine stabilito, dando precedenza ai lavoratori del mondo sanitario.

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