La parrocchia più vicina soccorre i villaggi devastati dal crollo del ghiacciaio (FOTO)
di Nirmala Carvalho

Nell'Uttarkhand continua la mobilitazione della diocesi di Bijnor in favore delle famiglie del distretto di Chamoli, vittime del disastro di due settimane fa. Preoccupazione per un lago creato dai detriti ad alta quota: se lo sbarramento dovesse cedere potrebbe provocare una nuova alluvione a valle.


Mumbai (AsiaNews) - Nel distretto di Chamoli devastato due settimane fa dal crollo di un ghiacciaio nello Stato indiano dell'Uttarkhand prosegue l'opera della parrocchia cattolica locale in soccorso alle popolazioni colpite. Mentre nel fango si continua a scavare per recuperare almeno i corpi dei dispersi, padre Ajo Thelappily ha raggiunto il 19 febbraio otto villaggi direttamente colpiti dal disastro. Padre Ajo è sacerdote dei Carmelitani di Maria Immacolata (Cmi) e parroco della Jyoti Niwas Church, una missione della diocesi di Bijnor che si trova a Joshimath ad appena 25 chilometri dal luogo dove è avvenuto il crollo.

Il sacerdote racconta ad AsiaNews: “Insieme a suor Soumya, religiosa delle Suore dell'Adorazione del Santissimo Sacramento (Sabs) e direttrice della Jyoti Vidyalaya School, la scuola cattolica di Joshimath, siamo andati nell'area devastata. Con alcune sue consorelle e qualche collaboratore della scuola abbiamo portato cibo alle famiglie di questi otto villaggi. La diocesi di Bijnor sta raccogliendo e distribuendo viveri, oltre a predisporre piani per ricostruire la vita di queste persone, non solo le case spazzate via”.

Il bilancio ufficiale dei corpi recuperati a oggi parla di 67 vittime, ma resta un numero molto più alto di dispersi. C'è inoltre apprensione per un nuovo lago che l'ammasso di detriti ha formato a oltre 4000 metri di altezza e che si va riempiendo. C'è il timore che lo sbarramento possa cedere provocando un'altra inondazione che andrebbe nuovamente a colpire i villaggi.

“Abbiamo visitato molte famiglie dalle 11 fino alle 7 di sera – aggiunge ad AsiaNews suor Soumya -. Vedere con i nostri occhi l'impatto del crollo del ghiacciaio nei villaggi e tra la gente è stato tragico. Si sono perse molte vite, molti dispersi non sono ancora stati trovati e si presume che ormai siano morti. Abbiamo incontrato tanta sofferenza: insieme al cibo abbiamo cercato di portare conforto e parole di consolazione a queste famiglie”.

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